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martedì , 12 dicembre 2017
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Grecia. Il Paese si ferma ancora contro i tagli

Ancora una settimana di proteste in Grecia con una nuova ondata di manifestazioni e astensioni contro le nuove misure di austerity richieste dalla Troika.

Ancora una settimana di proteste in Grecia, settimana apertasi con una  serie di manifestazioni e astensioni in programma contro le nuove misure di austerità richieste dalla Troika in cambio della concessione di una nuova tranche di aiuti da 31,5 miliardi di euro. La settimana è cominciata con uno sciopero di 24 ore dei lavoratori dei settori dell’informazione, e mercoledì 26 settembre a fermarsi sarà tutto il paese ellenico per effetto dello sciopero generale di 24 ore proclamato dai principali sindacati del Paese, la Gsee che raggruppa i lavoratori del settore privato, l’Adedy, che raggruppa quelli del settore pubblico e il Pame, il sindacato vicino al Partito comunista greco.  La popolazione sembra essere allo stremo e allo sciopero generale il presidente della Gsee, Giannis Panagopoulos, ha parlato di un  “grido di sdegno e di disperazione per tutto quello che succede“. Agli scioperi parteciperanno anche i dipendenti del settore pubblico e quelli delle imprese a partecipazione statale, i dipendenti della sanità e della pubblica istruzione, i funzionari dell’erario, delle banche e delle Autonomie locali. I sindacati hanno invitato i lavoratori a prendere parte compatti alle manifestazioni di protesta in programma nella giornata dello sciopero generale. La Gsee e l’Adedy hanno convocato una mega manifestazione per mercoledì alle 11 nella centralissima piazza di Pedion tu Areos, mentre il Pame, come di consueto ha indetto una manifestazione a parte, sempre per le 11, in un’altra piazza di Atene, quella di Omonia. Allo sciopero parteciperanno anche i Lavoratori Marittimi con navi e traghetti della Grecia che rimarranno attraccati nei porti. Si fermeranno anche i lavoratori dei treni urbani mentre la metropolitano di Atene dovrebbe funzionare il giorno degli scioperi per non arrecare danno ai manifestanti. Sul fronte della sanità, continuano i disaggi per coloro che necessitano di medicinali a causa della decisione di gran parte degli Ordini dei farmacisti del Paese, di non fornire medicinali agli assistiti dell’Ente nazionale per la Prestazione dei Servizi Sanitari (Eopyy), se prima lo Stato non provvederà al pagamento degli arretrati nei confronti delle farmacie.

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