Grecia. Il referendum mostra il vero volto dell'EuropaTribuno del Popolo
martedì , 25 luglio 2017
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Grecia. Il referendum mostra il vero volto dell’Europa

Atene deciderà con un referendum se accettare o meno le proposte dell’Eurogruppo, con il premier Alexis Tsipras che ha detto senza mezzi termini che si tratta di proposte di cui “L’Europa dovrebbe vergognarsi”. Tsipras dunque smaschera nel vero senso della parola l’Europa mostrandone il suo vero volto, quello rapace e vendicativo di chi vuole ipotecare il futuro di un intero Paese facendone pagare i debiti ai cittadini. Con un coraggio storico, il Parlamento ellenico ha approvato il referendum, e ora spetterà ai cittadini greci decidere se recidere o meno le catene che ancora tengono Atene avvinta all’ingiusta Europa.

Si potrebbero scrivere molte cose circa il paradosso di un concetto di “Europa” nato in Grecia e che rischia di morire millenni dopo nello stesso luogo. Ma a ben guardare il concetto di “Europa” che è stato irraggiato dagli organi mediatici negli ultimi decenni è un concetto artefatto, distorto, costruito artificiosamente a uso e consumo delle masse popolari europee per convincerli ad accettare l’Unione Europea nel loro futuro. Peccato che quella propagandata sia appunto una maschera, nemmeno troppo ben riuscita, una maschera che nasconde il vero volto di una Europa che si palesa invece nei momenti di difficoltà, e non lascia adito a dubbi. Si tratta di una Europa al servizio dei più ricchi, e questa non può essere solo retorica dato che lo si può verificare analizzando ogni singola misura presa dall’Eurogruppo. Le istituzioni europee infatti sembrano essere molto più attente ai meri conti piuttosto che alle persone, ma questo viene ripetuto in modo più o meno efficace da diverso tempo senza però che i cittadini europei ne traggano le dovute conseguenze. Si è pensato che l’Unione Europea fosse una unione di paesi che prendesse il meglio della tradizione europea dei diritti umani e di tolleranza, e invece, come era ampiamente prevedibile e come aveva previsto Vladimir Lenin a inizio del XX secolo: “La parola d’ordine degli Stati Uniti repubblicani d’Europa [...] è assolutamente inattaccabile come parola d’ordine politica, rimane pur sempre da risolvere la questione del suo contenuto e significato economico. Dal punto di vista delle condizioni economiche dell’imperialismo, ossia dell’esportazione del capitale e della spartizione del mondo da parte delle potenze coloniali “progredite” e “civili”, gli Stati Uniti d’Europa in regime capitalistico sarebbero o impossibili o reazionari”. Insomma, senza tenere d’occhio i rapporti di forza non era difficile che l’Unione Europea sarebbe diventata non una unione di popoli ma di capitali, peraltro al servizio dei potentati economici e finanziari. Non ci andava un genio a capire che con i rapporti di forza completamente sbilanciati a favore dei potentati finanziari l’Ue sarebbe divenuta esattamente questa stessa prigione per i popoli soffocati dai debiti e deprivati anche della sovranità.

In questo senso si legge il “no di Alexis Tsipras alle condizioni draconiane imposte, ancora una volta, dall’Eurogruppo ad Atene. Un buon motivo per indire un referendum e chiedere direttamente ai cittadini ellenici quale futuro vorranno per sè e per i propri figli. Anche perchè se Atene oggi accettasse le misure imposte dall‘Eurogruppo la crescita non ci sarebbe comunque per chissà quanti anni, con la differenza che la Grecia rimarrebbe un paese povero, senza speranza e completamente alla mercè di qualcun altro. Il popolo ellenico ora vorrebbe mostrare al mondo quanto sia importante la dignità, una ricchezza che i greci possiedono e che, con buona pace dell’Eurogruppo non può essere monetizzata. Così Tsipras guida un popolo verso la propria libertà e in questo senso bisogna leggere il voto favorevole ottenuto in Parlamento circa il referendum, passato con 179 voti favorevoli contro 120 contrari. “Non chiederemo il permesso a Wolfgang Schaeuble o a Jeroen Dijsselbloem per fare il referendum. Ci accusano di avere fatto un colpo di stato. Invece questa si chiama democrazia”, ha accusato Tsipras, e le sue accuse pesano come macigni ancor più perchè mostrano il vero volto dell’Europa, un volto disumano e predatorio, il volto del padrone che vuole punire lo schiavo per aver cercato di alzare la testa. Dovete sapere infatti che per l’Eurogruppo la democrazia non vale quando si parla di debiti, in quel caso si essicca come neve al sole, e chiunque si opponga alla loro visione diventa un “irresponsabile” per i media del mainstream.Dobbiamo garantire il referendum alla nostra gente per consentirle di vivere con speranza e di non fare della Grecia un paese schiavo del debito per i prossimi venti anni“, ha detto Tsipras nel suo memorabile discorso, ricordando anche come i creditori europei abbiano etichettato l’aumento delle tasse da parte del governo ellenico come una “misura recessiva”, salvo poi chiedere senza alcun problema i tagli di pensioni e stipendi, con tanto di aumento del 13,5% dell’Iva sugli hotel, l’unica ricchezza di un paese che basa gran parte del suo benessere proprio sul turismo. Peccato che sostenendo che non si possono aumentare le tasse ma bisogna rastrellare i soldi togliendoli ai cittadini l’Europa abbia ancora una volta mostrato il suo vero volto. E dopo averlo visto, tornare indietro diventa impossibile.

Gb

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