Grecia. In scena lo sciopero generale contro la riforma delle pensioniTribuno del Popolo
venerdì , 21 luglio 2017
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Grecia. In scena lo sciopero generale contro la riforma delle pensioni

Il governo di “sinistra” di Alexis Tsipras non riesce a fermare il malcontento sociale. In queste ore è andato in scena lo sciopero generale dei maggiori sindacati del settore pubblico e privato contro la riforma delle pensioni che prevede nuovi inaccettabili tagli a un popolo, quello, ellenico, già ormai al limite della sopportazione. 

Chi pensava che sotto il segno del governo Tsipras la situazione in Grecia si sarebbe in parte normalizzata si sbagliava di grosso. Infatti la situazione nel paese rimane drammatica per molte categorie di persone, di conseguenza l’annuncio della riforma delle pensioni da parte del governo ha scatenato una pesante contestazione e mobilitazione sociale concretizzatasi in queste ore con un grande sciopero generale guidato dai sindacati pubblici e privati. Migliaia di lavoratori, liberi professionisti, pensionati e naturalmente semplici cittadini, militanti e studenti si sono radunati nel centro di Atene per poi convergere in un rumoroso e partecipato corteo verso piazza Syntagma, la sede del Parlamento. Diverse categorie di lavoratori sono esacerbate per via dell’aumento dei contributi ipotizzato dall’esecutivo Tsipras, lamentando che le tasse potrebbero portare al prelievo di quasi l’80% del loro reddito, già eroso negli ultimi cinque anni a causa dell’austerity. Hanno aderito allo sciopero anche i lavoratori del sindacato Gseeve di Professionisti, artigiani e commercianti, oltre che l’Esee, ovvero la Confederazione del Commercio e dell’Impresa. Larga partecipazione anche tra i lavoratori marittimi che incroceranno le braccia per 48 ore. Protestano tutti per una riforma delle pensioni che prevede tagli per il 15%, ovvero 1,8 miliardi di euro all’anno. Del resto Tsipras è costretto a prendere questa misura in quanto la Troika non sembra avere pietà nei confronti di Atene. Tutto questo mentre Atene ha anche paura di venire scaricata dall’Ue per la questione migranti, non a caso il Sole 24 Ore ha persino parlato della possibilità che venga aperto un campo profughi da 40.000 persone proprio nei pressi della capitale ellenica. La sensazione è che, ancora una volta, l’Europa a guida anglosassone voglia scaricare sugli anelli più deboli tutto il peso della crisi finanziaria e umana. In questo senso monta comunque la rabbia popolare nel paese, con molti anche da sinistra che contestano a Tsipras di essersi rimangiato le promesse fatte per ottenere il potere.

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