Grecia. Kke, i comunisti che vogliono uscire dall'EuroTribuno del Popolo
mercoledì , 26 luglio 2017
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Grecia. Kke, i comunisti che vogliono uscire dall’Euro

La Grecia va al voto ma Syriza non è l’unico partito della sinistra ellenica, c’è anche il Kke, il partito comunista ellenico (4,5% nel 2012), la sola forza politica di un certo peso che propone l’uscita dall’Euro di Atene. Il Kke critica fortemente Tsipras e annuncia di non volersi alleare con nessuno. 

Si vota in Grecia e sono delle elezioni importantissime sotto diversi punti di vista. L’opinione pubblica si è polarizzata dividendosi tra Tsipras e Samaras, i due contendenti rispettivamente di Syriza e Nuova Democrazia, i due partiti che si contendono la vittoria finale. Il grande favorito è Alexis Tsipras, giovane leader della sinistra ellenica che ha promesso, in caso di vittoria, di porre fine all’austerity e di voler inaugurare una nuova era  di rapporti con l’Europa ignorando gli accordi presi dal governo precedente e magari interrompendo l’austerity che ha messo in ginocchio il Paese. Syriza però non è l’unico partito della sinistra ellenica, ci sono anche i comunisti del Kke, partito che ha una storia importante e che ha ancora forti consensi e legami anche e soprattutto nel sindacato. Non solo, il Kke è anche il partito ellenico con la storia più lunga, una storia che affonda nel passato ma che ha ancora aggancio al presente, basti pensare che alle ultime elezioni studentesche nel 2014 nelle università i comunisti hanno ottenuto il 18,5% contro il 6,5% dei ragazzi affiliati a Syriza (Fonte: Jacobinmag.com). Soprattutto nelle lotte sindacali e sul posto di lavoro i comunisti greci hanno ancora un peso rilevante e in termini elettorali il Kke ha ottenuto la più grande quantità di voti dalla caduta della dittatura nel 1974, fino alla crescita di Syriza cominciata nel maggio del 2012. Nelle elezioni del 2012 il kke ottenne uno dei pià straordinari risultati di sempre con l’8,5% delle preferenze, ma le cose sono cambiate radicalmente in parallelo alla crescita di Syriza, e infatti il Kke ha visto dimezzati i propri consensi con il 4,5% nelle elezioni di giugno. Il Kke ha subito quindi la crescita di Syriza rimanendo in parte vittima di quel “voto utile” che è costato molto caro anche ai comunisti in Italia. La retorica del Kke si pone alla sinistra di Syriza partendo dall’assunto che ormai il capitalismo non possa essere riformato e che i tentativi di trasformare le istituzioni europee siano vani e inutili. Insomma il Kke si pone come partito anticapitalista tout court proponendo l’uscita senza se e senza ma dall’Europa. Anche per questo motivo in molti accusano il Kke di essere un partito vecchio e vittima di fossilizzazioni ideologiche, ma di fronte alla crisi che ha devastato l’economia ellenica molti sono rimasti sedotti dalla proposta del partito per quanto la polarizzazione Tsipras-Samaras potrebbe rafforzare la tentazione del “voto utile”. Il Kke del resto ha fatto una scelta ben precisa rifiutandosi di appoggiare Syriza, e il rischio è quello di un isolazionismo che alla lunga potrebbe rappresentare un problema. I comunisti greci però si pongono già in fieri come una opposizione di sinistra al governo di Syriza che uscirà dalle urne di domenica, partendo dal presupposto che inevitabilmente Syriza si modererà non poco una volta vinte le elezioni, un gioco pericoloso ma che è anche una scommessa nel futuro.

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2 commenti

  1. avercelo qua in italia un partito come il KKE… e coi loro dirigenti….
    ne avessimo che valgano la metà di quanto valgono i loro e probabilmente non saremmo nella situazione in cui siamo

    • non mi sembrano messi bene visto che stanno al 4% e sono all’opposizione nonostante al governo ci sia un partito di sinistra, mi pare tale e quale l’italia ne più ne meno.

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