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mercoledì , 18 gennaio 2017
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Grecia. La crisi non ferma le spese militari

Esattamente un anno fa l’Unione Europea imponeva misure economiche estreme per combattere la crisi. Atene ha dovuto tagliare il tagliabile, ma stranamente non è stata tolta nemmeno una dracma alle spese militari…

 

[Nella foto proteste degli impiegati del settore sanitario per le strade di Atene. Foto Afp, Aris Messinis]

Misure di lacrime e sangue per famiglie, professori, medici, anziani, giovani, ma non per i miliari. Stiamo parlando della Grecia, il paese più colpito dalla crisi economica, il paese che ha dovuto mettere nero su bianco tagli impressionanti che hanno impoverito migliaia di famiglie ipotecando il loro presente e futuro. Tutto cominciò circa un anno fa, quando i leaders europei si incontrarono per parlare della crisi e il cancelliere tedesco Angela Merkel descriveva la situazione europea come la peggiore dalla Seconda Guerra Mondiale a oggi. L’Unione Europea a quel punto ha trascorso almeno un mese a negoziare il da farsi, e ha proclamato poi di aver salvato Atene concedendo dei prestiti in cambio di aggiustamenti strutturali, altrimenti noti come tagli indiscriminati nella spesa sociale. Il secondo passo fu quello di proteggere anche gli altri paesi europei dall’instabilità finanziaria, e l’Unione Europea ha deciso di raddoppiare i fondi dell’Eurozona. Nonostante le misure prese però la situazione economica europea non sembra essere migliorata anzi, in alcuni paesi come la Grecia sembra persino peggiorata. E proprio Atene sembra aver scelto di spendere ancora di più nel settore militare mentre contemporaneamente taglia nel sociale.

Sembra grottesco ma è la verità. Atene continua ad essere uno dei più grandi importatori mondiali di armi, questo proprio mentre il FMI riporta di aver appena chiesto maggiori tagli in Grecia, in aggiunta alle altre 89 riforme che per il momento Atene s attarda a realizzare. Nonostante i tagli in tutti i settori però, il governo greco continua a spendere gran parte del suo budget in armi, circa 7 miliardi di euro nel 2011. Dal 2002 al 2006 la Grecia è stato il quarto più grande importatore mondiale di armi, oggi con la crisi alle porte rimane il decimo importatore mondiale di armi. In proporzione Atene spende il doppio in armi rispetto a qualsiasi altro paese dell’Ue. Quale potrebbe essere il motivo di queste spese pazze? Si sa che tra Ankara e Atene non corre buon sangue, in Grecia ancora non hanno dimenticato l’invasione turca di Cipro del 1974, e da allora i greci hanno speso qualcosa come 216 miliardi di euro in armi.

La cosa più interessante però è che il primo creditore nel Fmi della Grecia è la Germania, lo stesso paese che rifornisce Atene da anni con partite di armi miliardarie pari a circa il 15% del totale delle esportazioni di Berlino. Chiaramente dietro ci sarebbero anche motivi legati alla Nato, e quindi non sarebbe così facile in ogni caso per Atene riuscire a smarcarsi da questa situazione opprimente e apparentemente inspiegabile. Insomma, la Grecia continua a spendere miliardi ogni anno in armi, ma non può nemmeno tagliare le spese in quel settore, dove guardacaso la Germania fà soldi a palate. Questo aspetto mostra tutta l’ipocrisia di Berlino, nel suo doppio ruolo di fornitore di armi e di creditore nei confronti di Atene. Solo per far capire ai lettori secondo alcuni studi se Atene negli anni scorsi avesse tagliato le spese militari allo stesso modo degli altri paesi Ue, avrebbe risparmiato qualcosa come 150 miliardi di euro, più delle cifre in ballo oggi.

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