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lunedì , 22 maggio 2017
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Grecia.La rabbia della piazza contro l’Austerity

Sembrano passati anni da quando migliaia di manifestanti prendevano d’assedio le strade di Atene per protestare contro le lacrime e sangue imposte dalla Bce e dalla troika. Da allora in Grecia ci sono state le elezioni e la situazione, se possibile, è persino peggiorata. Oggi sono scesi in piazza in migliaia a Salonicco per protestare contro il piano di austerity alla vigilia dell’incontro tra Troika e ministro delle Finanze.

Sono scesi in piazza a migliaia a Salonicco, la seconda città della Grecia, per manifestare rabbia e contrarietà nei confronti del piano di austerity del governo, alla vigilia dell’importante incontro tra il ministro delle Finanze ellenico Satournas e la Troika. A Salonicco si tiene la Fiera Internazionale, e in quest’occasione il premier Samaras ha voluto ribadire ancora una volta di avere intenzione di mantenere gli impegni presi con gli organi internazionali. Secondo Samaras la priorità del governo è quello di suscitare una intenzione positiva nella Troika al fine di ottenere l’ok per una nuova tranche di aiuti da 31,5 miliardi di euro.  Secondo il sito di Der Spiegel, il rapporto della Troika non sarà consegnato prima dell’inizio di novembre, e sarà proprio a novembre che si deciderà il futuro di Atene. Intanto però il popolo greco è stanco, stanco dei sacrifici che sono stati imposti alle famiglie, ai pensionati, agli statali, mentre i responsabili materiali del tracollo non hanno pagato in minima parte la loro scelleratezza. Anche per questo in almeno 12.000 hanno marciato per le strade di Salonicco, esponendo bandiere rosse e manifesti contro il nuovo taglio da oltre 11 miliardi di euro che pende sulla testa dei greci. Ieri si sono tenuti cortei anche ad Atene con gruppi di manifestanti che hanno cercato di urlare slogan fin sotto il Parlamento in Piazza Syntagma, e in prima fila c’erano soprattutto i pensionati e i sindacati della polizia e dei pompieri: “Le cose stanno peggiorando. La mia pensione è stata significativamente ridotta ed è la mia unica fonte di reddito. Per fortuna ho la casa di proprietà. Ho due figlie di meno di trent’anni che hanno studiato ma sono disoccupate”, ha spiegato ad Euronews uno dei manifestanti. La sinistra con Syriza in prima fila accusa il governo conservatore di spingere la Grecia nel baratro; al contrario il governo Samaras ribatte che non rispettare i diktat della Troika sarebbe un vero e proprio suicidio. Secondo le statistiche, in due anni di austerità, i greci hanno perso un terzo del loro potere d’acquisto, fatto questo che ha convinto anche i sindacati di polizia a schierarsi contro la linea dell’austerity: “Le nuove misure, se saranno messe in pratica, ci distruggeranno – dice il presidente del sindacato di polizia Christos Fotopoulous – Siamo già adesso sull’orlo del precipizio e ci vogliono buttare giù. Noi non vogliamo cadere quindi siamo costretti a resistere fino in fondo”. E in questo contesto precario e in continua ebollizione ci mancavano gli atti squadristi di Alba Dorata, il partito neonazista greco. Secondo le prime ricostruzioni alcuni esponenti del partito di Alba Dorata avrebbero chiesto ad alcuni commercianti stranieri di verificare la licenza d’esercizio. Subito dopo i neofascisti hanno caricato in gruppo sfasciando tutto con le aste delle loro bandiere. E’ accaduto durante i festeggiamenti per la festa religiosa della Vergine di tutti i santi a Rafina, sulla costa attica orientale. La scena è stata ripresa da alcuni giornalisti della testata Rpn, che ha pubblicato il video sul suo sito.

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