Grecia. La rabbia non si ferma, e ci scappa il morto | Tribuno del PopoloTribuno del Popolo
lunedì , 27 marzo 2017
Ultime Notizie
Link Sponsorizzati:

Grecia. La rabbia non si ferma, e ci scappa il morto

A seguito degli scontri di oggi ad Atene  un uomo di 66 anni è morto a causa di un infarto. Si è trattata della seconda manifestazione in meno di due settimane, con oltre 25,000 persone in piazza per protestare contro i tagli ai salari e alle pensioni in arrivo.

Un uomo di 66 anni, lavoratore marittimo iscritto al Pame, il sindacato del Partito comunista di Grecia, ha perso la vita oggi durante duri scontri con la polizia davanti al Parlamento greco. Il Partito comunista greco ha subito deciso di indire un minuto di raccoglimento in sua memoria nel corso della manifestazione. L’uomo si è accasciato dopo il lancio di lacrimogeni sparati dalle unità antisommossa in risposta alle molotov dei black bloc.  Per il momento il bilancio dei feriti parla di cinque persone, due delle quali appartenenti alle forze dell’ordine. Nel corso della manifestazione sono stati vari i momenti di tensione tra black bloc e polizia. I momenti più pericolosi a  pochi metri dall’ingresso del Parlamento, quando un gruppo di manifestanti che ha provato a forzare il cordone ha scatenato il lancio di lacrimogeni da parte della polizia. Quella di oggi è stata la seconda volta in tre settimane che i lavoratori greci hanno invaso le piazze per protestare contro i nuovi tagli previsti dal governo. Oggi i manifestanti erano 25.000, tutti decisi a urlare la propria rabbia in vista dei nuovi tagli su salari e pensioni da oltre 11,5 miliardi di euro. Il tutto per convincere la Troika a concedere la prossima rata da 130 miliardi di euro. Intanto lo sciopero generale sta provocando la paralisi dei trasporti, la chiusura degli uffici pubblici, di molti negozi, delle banche e degli ospedali dove lavorerà solo il personale di emergenza. Ferme per 24 ore anche le attività del settore pubblico con i proprietari della edicole e i controllori del traffico aereo che si sono uniti alla protesta. Le navi resteranno nel porto di Atene e il trasporto pubblico sarà interrotto e gli ospedali lavoreranno solo con il personale di emergenza, mentre gli uffici pubblici, ministeri e negozi tra cui anche le panetterie resteranno tutti chiusi. Ad aderire alla protesta anche il sindacato Gsee del settore privato, uno dei due maggiori sindacati che rappresentano circa 2 milioni di persone, ovvero la metà della forza lavoro della Grecia.

VAI SULLA PAGINA FB DEL TRIBUNO

Link Sponsorizzati:

Commenti chiusi.

Link Sponsorizzati:
Scroll To Top