Grecia. L'austerity ha aumentato di sette volte il numero dei poveriTribuno del Popolo
mercoledì , 18 gennaio 2017
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Grecia. L’austerity ha aumentato di sette volte il numero dei poveri

Grecia. L’austerity ha aumentato di sette volte il numero dei poveri

Il bilancio di cinque anni di crisi economica e di cinque anni di austerity  in Grecia parla di un numero di poveri che è passato dal 2% del 2009 al 14% di oggi. Cifre inclementi che ci parlano del fallimento totale delle politiche neoliberiste. 

C’è chi dice che il welfare, lo stato sociale, sono ormai cose inutili, lontane, da inserire nella cantina della storia. Costoro si sbagliano, e quanto si sbagliano viene fotografato in modo plastico da quanto è successo in Grecia negli ultimi cinque anni, dove il numero di poveri totali è aumentato dal 2% nel 2009 al 14% nel 2013, un aumento incredibile, dovuto in particolare proprio alle politiche di tagli selvaggi e austerity imposti al governo ellenico dalla Troika. Negli ultimi anni infatti a causa dei tagli le strutture di assistenza sociale sono in poche parole collassate lasciando gli ultimi privi di qualsivoglia supporto sociale, in totale condizione di abbandono. A condurre questa ricerca ci ha pensato l’Università di Atene che ha fatto emergere come a oggi in Grecia esistano circa 630.000 single disoccupati da tempo e circa 455.000 nuclei familiari nei quali nessuno dei componenti lavora. Questo studio fa emergere come questa situazione di povertà estrema non sia determinata unicamente dalla recessione, ma anche a causa della totale mancanza di efficaci ammortizzatori sociali. Senza fondi investiti nel welfare infatti, non è possibile aiutare le persone realmente bisognose, e circa il 22% della popolazione ellenica attualmente dispone di un reddito di meno della metà del reddito medio nazionale. Circa il 14% dei greci inoltre ha un reddito talmente basso da non potersi permettere nemmeno lo stretto necessario. Proprio per sfuggire a questa situazione sono sempre di più i cittadini ellenici che pensano ad emigrare, come peraltro evidenziato da un sondaggi di Kapa Research per To Vima. Oltre la meta’ degli intervistati (il 55,6%) ha risposto che, se si presentasse “l’occasione giusta”, non esiterebbe ad andare all’estero per incominciare una nuova esistenza, mentre il 45,9% ha ammesso di star pensando ad abbandonare la citta’ per trasferirsi in campagna dove il costo della vita e’ inferiore. Non solo, circa il 68,6% dei greci ha detto di non aver alcuna fiducia nel futuro. Secondo un altro sondaggio condotto dalla Ekrizo in collaborazione con la Facolta’ di Economia domestica dell’Universita’ di Atene circa il 93% degli intervistati ha ammesso di aver dovuto diminuire in modo drastico il numero di cene in ristoranti o bar a causa delle ristrettezze economiche. Insomma le politiche neoliberiste hanno solo aumentato il numero dei poveri senza migliorare in alcun modo la situazione dell’economia ellenica, un’ennesima riprova del fallimento totale di un certo tipo di capitalismo.

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