Grecia. Lavoratori si mobilitano ancora contro la TroikaTribuno del Popolo
mercoledì , 22 marzo 2017
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Grecia. Lavoratori si mobilitano ancora contro la Troika

Sono tante le categorie di lavoratori che si stanno mobilitando in Grecia contro il governo. Domani ci sarà lo sciopero generale di 24 ore contro i nuovi tagli richiesti dalla Troika.

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Atene entra in una settimana di fuoco per il futuro della Grecia. Domani infatti ci sarà lo sciopero generale indetto da diverse sigle sindacali contro le nuove politiche del governo di tagli e licenziamenti chiesti a gran voce dalle istituzioni internazionali. Il governo di Antonis Samaras arranca, appoggiato da centrodestra e centrosinistra, ma incontra difficoltà sempre crescenti  nel convincere i deputati dei due partiti della coalizione a votare a favore di provvedimenti legislativi in discussione in Parlamento fortemente contestati dalla piazza. Anche per questo motivo i dipendenti delle autonomie locali sono andate in agitazione da una settimana contro il  disegno di legge governativo che prevede l’abolizione della polizia municipale e del corpo delle guardie scolastiche con la conseguente messa in mobilità  e quindi il licenziamento  di migliaia di dipendenti pubblici. Una situazione fuori controllo con la contestazione che ha coinvolto anche i sindaci di diverse città elleniche che stanno protestando contro il taglio e minacciano a gran voce le dimissioni se verrà approvato, come sembra, il disegno di legge. giornalisti della televisione pubblica (Ert) sono ancora in lotta contro la chiusura dell’azienda decisa dal governo a giugno, mentre il personale degli ospedali pubblici è in sciopero e i maggiori sindacati del Paese hanno indetto per domani uno sciopero generale di 24 ore. Questo per quanto riguarda il fronte caldo delle piazze, ma non è questo l’unico problema della Grecia dal momento che il governo ellenico sta subendo la pressione da parte dei rappresentanti dei cosiddetti ‘creditori internazionali’ che vogliono che siano tagliati gli stipendi dei circa 9.500 sacerdoti in servizio in tutto il Paese nell’ambito delle riduzioni della spesa pubblica. La richiesta ha già fatto indignare la Chiesa ortodossa, e quindi è possibile che i privilegi dei prelati verranno mantenuti, mentre al contrario quelli dei lavoratori sono stati stralciati senza pietà. I rappresentanti della troika (Ue, Bce e Fmi) avrebbero chiesto al governo di riprendere in esame la proposta avanzata nel 2011 (e poi accantonata) all’esecutivo dell’allora premier socialista George Papandreou in base alla quale lo Stato dovrebbe smettere di pagare gli stipendi dei sacerdoti o, almeno condividerne il pagamento con la Chiesa. Attualmente Atene spende qualcosa come 200 milioni di euro all’anno per pagare gli stipendi dei preti, una oggettiva vergogna che meriterebbe di essere affrontata. E mentre migliaia di lavoratori attendono rassegnati il licenziamento annunciato, ora anche i preti tratterranno il respiro.

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