Grecia, Merkel e il "Golpe Blu" ad AteneTribuno del Popolo
giovedì , 23 marzo 2017
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Grecia, Merkel e il “Golpe Blu” ad Atene

L’accordo è stato trovato e l’Eurozona almeno per il momento è salva. Atene è umiliata da Berlino e Tsipras ha dovuto fare retromarcia su tutto, accettando un piano che era stato ripudiato dai suoi stessi cittadini con il referendum #Oxi. E dato che Tsipras dovrà fare un rimpasto, contando su un nuovo governo per far passare le riforme, in molti parlano di un vero e proprio “golpe blu”. E se avesse ragione il leader del Front de Gauche francese, Jean-Luc Melenchon, che ha commentato: “Per la terza volta nella storia, un governo tedesco sta per distruggere l’Europa”?

Inutile prendersi in giro, secondo molti quanto successo in queste ore a Bruxelles è stato un vero e proprio #Golpe o #Coup che dir si voglia. Solo per fare un esempio il leader di #Podemos, partito alleato di Syriza in Spagna, Pablo Iglesias, ha così commentato la notizia del raggiungimento dell’accordo: “Todo nuestro apoyo al pueblo griego y a su gobierno frente a los mafiosos ‪#‎ThisIsACoup‬“. Non è il solo; anche il leader del Front de Gauche in Francia, JEan-Luc Melenchon, ha scelto toni non proprio concilianti nei confronti della Germania, la principale responsabile della crisi ellenica a causa della propria folle intransigenza:

jean luc

 

Insomma la prepotenza tedesca e delle istituzioni europee ha vinto, e lo ha fatto sostanzialmente utilizzando le armi del ricatto e dell’arroganza. Forse del consenso dell’opinione pubblica tedesca la Merkel ha deciso, sicuramente di concerto con i potentati finanziari internazionali, di umiliare il popolo greco, di umiliare la sua voglia di democrazia e di umiliare soprattutto la loro speranza di poter riformare un’Europa sempre più germanicocentrica. Il messaggio lanciato dall’Eurogruppo è forte e chiaro: L’Euro non è riformabile, è così com’è e semmai a scegliere di cambiare le regole saranno eventualmente popoli “degni” come quello tedesco, non certo il popolo greco. E le parole di Melenchon, per quanto dure, non possono non far pensare in qualche modo al ruolo storico della Germania che da sempre ricerca con tutti i mezzi l’egemonia continentale ripercorrendo lo scenario della storia come “corsi e ricorsi”. Sarebbe bello definire una boutade esagerata quella del politico francese, eppure viene davvero da pensare che la Germania sia riuscita a completare con il denaro e con la potenza economica quello che era riuscita solo a sfiorare con le canne del fucile, ovvero l’egemonia europea.

Per questo motivo è anche possibile parlare di un colpo di stato da parte dell’Europa ad Atene, un “golpe blu” che assume il colore rassicurante della bandiera europea, ma pur sempre golpe. Se per colpo di stato intendiamo un cambio di governo dettato da elementi esterni ed alieni dalla scelta democratica del popolo, è esattamente lo scenario di fronte al quale ci troviamo dato che Tsipras, forte del “no” al referendum, è stato sostanzialmente obbligato a firmare un accordo che viola la volontà espressa del suddetto popolo. E’ stato sancito che la volontà popolare, quando si tratta di un popolo come quello greco (o italiano o spagnolo presumiamo) non vale nulla se si pone in contraddizione con gli interessi dei paesi cosiddetti “virtuosi” come la Germania. Le istituzioni europee hanno violato la democrazia in Grecia decidendo che i cittadini ellenici non sono in grado di decidere cosa sia meglio per il loro futuro; le istituzioni europee hanno ormai sancito per legge che in Europa le banche valgono più degli esseri umani. E stabilire che gli esseri umani sono semplici “unità di produzione” da gestire unicamente per far tornare i conti ci sembra semplicemente una versione più moderna e spietata del nazismo, con la sostituzione delle “razze inferiori” da eliminare con la categoria a maglie larghe dei “poveri”.

Gracchus Babeuf

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