Grecia. Nell'aria nuova manovra sulle spalle del popolo greco, e per restare nell'Euro non basterà | Tribuno del PopoloTribuno del Popolo
venerdì , 24 marzo 2017
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Grecia. Nell’aria nuova manovra sulle spalle del popolo greco, e per restare nell’Euro non basterà

I partiti che supportano il governo ad Atene di Samaras dovranno trovare una quadra per dare alla troika il miliardo e mezzo di euro che manca all’appello e che dovrà pesare, ancora una volta, sulle spalle dei greci. I suicidi dall’inizio del 2012 sono giù 255 e la crisi non accenna a passare.

Sono Nea Dimokratia, il Pasok e la Sinistra Democratica del Dimar i tre partiti che dovranno trovare un accordo per restituire il miliardo e mezzo che manca all’appello alla troika. Nelle scorse ore il  presidente della Commissione europea Manuel Barroso si è recato ad Atene proprio per incontrarsi con il premier Samaras, e con il ministro dell’Economia Stournaras, proprio poco dopo che si era scatenata una bagarre nella maggioranza ellenica riguardo a come e dove procedere con i tagli. Gli emissari della troika ad Atene infatti, proprio in queste ore hanno certificato la “non onorabilità” dei prestiti da parte di Atene, certificando di conseguenza l’ammanco di un miliardo e mezzo di euro nell’erario rispetto al piano originario che era stato accettato mesi fa. Come ha ricordato Francesco De Palo in un articolo su “Il Fatto Quotidiano” di ieri: “E come da tempo segnalano report e analisi di economisti ed esperti: di quattro euro che da Bruxelles arrivano nell’Egeo, ben tre vengono restituiti sotto forma di interessi, si comprende bene come, con tali premesse, non possa esserci la benché minima speranza di una ripresa. Anzi, stando così le cose, tutti gli indicatori danno il paese in caduta libera, con il default tecnicamente già avvenuto, con ampie possibilità di uscire dall’eurozona e con una sorta di sondino artificiale (made in Bundesbank) che alimenta ancora forzatamente un paese morto”. Intanto però la crisi continua a falcidiare la società ellenica, al punto che anche la “cura” dei tagli indiscriminati non solo sta fallendo nel sanare la situazione, ma la sta persino aggravando, facendo pagare ai cittadini i mancati introiti dello stato.  Insomma la Bce ha creato una macchina “perfetta” capace di scaricare in modo ingiusto e cinico i costi della crisi sulla popolazione ellenica, già allo stremo e alle prese con una macelleria sociale senza paragoni. Del resto i suicidi dall’inizio del 2012 sono già 255, e non sembrano nemmeno essere sul punto di arrestarsi. Anche per questo motivo Pasok, Dimar e Nea Dimokratia hanno deciso di varare una nuova manovra per trovare quel miliardo e mezzo da dare alla troika. Ma in una situazione di tracollo sociale di queste dimensioni, dove trovare i soldi? Quasi sicuramente in pensioni, salari e indennità. Ma l’incubo della povertà ormai aleggia già ad Atene, dove il numero dei senza tetto è semplicemente raddoppiato in soli sei mesi, e dove la Grecia si è conquistata il record dei paesi Ocse per bambini sottopeso. Ma dei bambini greci non sembra interessarsi nessuno dal momento che qualche mese fa Christine Lagarde in persona (Fmi) aveva detto di non provare pena per loro bensì per i loro omologhi africani. Ma dopo la visita della troika ora i greci hanno un’altra certezza angosciante: le cose peggioreranno dopo che arriveranno nuovi tagli indiscriminati che andranno ancora una volta a colpire i più deboli. E in questa situazione esplosiva non bisogna nemmeno scordarsi di Alexis Tsipiras di Syriza, che a settembre potrebbe tornare in pista con nuovi scioperi di piazza che potrebbero minare entro autunno la stabilità del governo.

 

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  1. I greci sono già usciti dall’euro: ne hanno ormai ben pochi in tasca, a parte qualche ladro. La eventuale permanenza della Grecia nell’euro diviene via via sempre più irrilevante. A che serve ormai?

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