Grecia. Nuova ondata di scioperi contro i licenziamenti della TroikaTribuno del Popolo
mercoledì , 26 luglio 2017
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Grecia. Nuova ondata di scioperi contro i licenziamenti della Troika

Nuova ondata di scioperi in Grecia contro il massiccio nuovo taglio di posti di lavoro ordinato dalla Troika nel settore pubblico. Proprio mentre i rappresentanti della Troika si trovano ad Atene, il governo conservatore di Samaras ha voluto fare un balzo in avanti nelle riforme per ottenere una nuova tranche di aiuti.

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Ancora caos in Grecia dove una situazione sociale ormai drammatica non ha trovato alcuno sbocco. Non solo, le politiche imposte dalla Troika al governo di Antonis Samaras rischiano di aggravare le condizioni di una popolazione ormai stremata. Oggi in Grecia comincia una nuova ondata di scioperi di massa per protestare contro la scellerata politica di tagli di posti di lavoro nel settore pubblico, una politica imposta e caldeggiata dalla Troika, i cui ispettori sono arrivati ad Atene nei giorni scorsi spronando Samaras a dare una “accelerata” sulle cosiddette riforme chieste per ottenere una nuova tranche di aiuti.  I lavoratori sono quindi scesi in piazza ma questa volta il governo ha voluto mandare un segnale forte mandando in piazza la polizia a reprimere le mobilitazioni. Questa mattina i MAT, ovvero i corpi speciali ellenici, hanno disperso con lacrimogeni i dipendenti non docenti delle scuole pubbliche che avevano inscenato una protesta proprio di fronte alla sede del Ministero per la Riforma Amministrativa e che erano riusciti ad entrare all’interno del cortile interno della sede governativa. Alla fine  due donne sono rimaste intossicate e sono state trasportate in ospedale perchè avevano difficoltà di respirazione. La polizia ha poi sgomberato la piazza allontanando anche gli ultimi lavoratori che volevano continuare con l’occupazione simbolica del ministero. In risposta a questa aggressione il sindacato del settore pubblico, l’Adedy, ha invitato i lavoratori ad aderire a una piattaforma di scioperi contro il governo per rispondere alle politiche neoliberiste che entro la fine di settembre dovrebbero licenziare oltre 12.500 lavoratori pubblici. Altrettanti verranno cacciati sotto Natale per venir messi in cassa integrazione per otto mesi, un dramma che riguarda anche le famiglie dei lavoratori, già duramente colpite dalla crisi economica e da una disoccupazione che ha raggiunto il 27%. Alle proteste hanno partecipato anche i docenti delle scuole superiori e i lavoratori delle università che hanno subito proclamato una settimana di sciopero cui dovrebbero aderire anche i poliziotti municipali e il personale scolastico. Fatto particolare, per 48 ore aderiranno anche i docenti del settore privato per protestare contro la fine del controllo ministeriale sui centri di insegnamento privati, fatto che porterà a una drastica riduzione dei salari. Allo sciopero aderiranno anche i lavoratori degli Enti Sociali, 600 dei quali verranno lasciati a casa nei prossimi mesi, e i medici degli ospedali pubblici, sul piede di guerra per l’annunciata chiusura di diversi ospedali e l’aumento dei ticket. Infine allo sciopero prenderanno parte anche gli avvocati del Foro di Atene e mercoledì mattina ci sarà una grande manifestazione di protesta ad Atene indetta dai sindacati Adedy e Gsee, mentre lo stesso giorno il sindacato comunista Pame si concentrerà nella vicina piazza Omonia. Insomma tra breve la Grecia sarà nuovamente bloccata da una serrata generale cui parteciperà anche la  Confederazione delle Piccole Imprese (GSEVEE), che ha già invitato i negozi a rimanere chiusi per tutta la giornata di oggi per protestare contro le multe salatissime imposte dal governo contro i commercianti in ritardo con i pagamenti. 

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