Grecia. "O la borsa o la vita", quanto pesa restare in Europa | Tribuno del PopoloTribuno del Popolo
venerdì , 26 maggio 2017
Ultime Notizie
Link Sponsorizzati:

Grecia. “O la borsa o la vita”, quanto pesa restare in Europa

La troika per concedere altri 31 miliardi di prestito ponte ad Atene pretende ancora una manovra che vada a intaccare stipendi e stato sociale. Sarebbe la terza volta in due anni che stipendi, pensioni, indennità e stato sociale vengono ridotti.  Atene quindi potrebbe rimanere in Europa ancora un pò, ma a che prezzo.

Il governo di Antonis Samaras, in qualche modo, va avanti, va avanti nonostante la troika chieda ulteriori sacrifici a un Paese esangue, che ha già dato forse persino di più di quello che poteva dare. In Grecia i politici e i banchieri che hanno materialmente causato la crisi truccando i conti dello Stato sono impuniti, la crisi è stata pagata, profumatamente, dalle famiglie elleniche, costrette a sbarcare il lunario nei modi più disparati. Per concedere la nuova tranche di aiuti la troika ora ha chiesto misure per altri 12 miliardi di euro, il tutto per sbloccare il prestito da 31 miliardi di euro, un prestito però che da Bruxelles sono disposti a concedere solo se Atene taglierà ancora una volta stipendi, pensioni e indennità sociali. Ieri il governo greco ha tenuto una importante riunione tra i tre leader, Samaras, Venizelos e Kouvelis, ( Nd, Pasok e Sinistra Democratica), e sembra che non ci sia stata quell’unità di intenti raccontata invece dalla carta stampata. varare altri tagli infatti potrebbe essere la goccia che farebbe, letteralmente, traboccare il vaso, dal momento che la disoccupazione in Grecia è arrivata alla cifra record del 24%, e il numero dei senza tetto ad Atene è raddoppiato in meno di un anno. Il governo Samaras ora ha paura della protesta sociale, che potrebbe tornare a spingere verso la caduta il governo uscito dalle urne in primavera. Il partito che fa i “capricci” è il Dimar (Sinistra Democratica) di Kouvelis, partito che ha espresso disaccordo nel corso dell’incontro di ieri sul pacchetto finale di oltre 11,5 miliardi di euro da ricavare mediante tagli  a prestazioni disabili, aumento dei biglietti di trasporto urbano, taglio alle pensioni di età inferiore ai 65 anni, taglio alla tredicesima dei dipendenti pubblici, riduzione delle agevolazioni fiscali sociali per fasce deboli, abolizione dei sussidi di disoccupazione speciale per i dipendenti stagionali (edilizia e il turismo). Insomma tagli che potrebbero ammazzare la Grecia definitivamente. Per questo motivo Kouvelis oltre ai tagli ha chiesto anche misure per la ripresa industriale e per il sostegno al ceto medio. Il deputato membro del Comitato Esecutivo del Dimar, Margaritis ha spiegato che “il governo deve muoversi sotto il comando del popolo greco nelle recenti elezioni, solo così si assicurerà il sostegno della società dalla loro parte, solo in questo modo si riduce il grido di populismo e tornare alla dracma, per questo abbiamo suggerito una serie di alternative equivalenti che governo dovrebbe adottare”. Insomma ora sono in molti ad accorgersi che i troppi tagli stanno uccidendo il malato, e a quel punto potrebbe essere troppo tardi per tornare indietro.

VAI SULLA PAGINA FB DEL TRIBUNO

 

Link Sponsorizzati:

Commenti chiusi.

Link Sponsorizzati:
Scroll To Top