Grecia. Parlamento vota sì al piano di TsiprasTribuno del Popolo
sabato , 22 luglio 2017
Ultime Notizie
Link Sponsorizzati:

Grecia. Parlamento vota sì al piano di Tsipras

Che sia o meno una vittoria per Tsipras in Grecia è difficile a dirsi, quello che si può dire con certezza è che il Parlamento ha approvato il piano di accordo con i creditori del premier Tsipras. Si tratta di un piano di tagli da 13,5 miliardi di euro in due anni che da molti viene interpretato come una resa totale alla volontà dei creditori. E Syriza intanto si divide..

Con una riunione notturna drammatica il Parlamento ellenico ha approvato in piena notte il piano di Alexis Tsipras da sottoporre ai creditori europei. Si tratta di un piano che, se analizzato con superficialità, sembra certificare la vittoria totale delle istituzioni europee alla faccia del “no” al referendum. Non a caso la polemica da sinistra ha già cominciato a investire Tsipras, accusato di aver fatto il referendum solo per mettersi la coscienza in pace prima di approvare quelle stesse misure di austerity che aveva detto di non volere. Anche lo stesso partito di Syriza infatti è drammaticamente diviso al suo interno con una quarantina di deputati in Parlamento che non hanno voluto votare per l’ approvazione del piano. Solo 145 deputati su 300 alla fine hanno votato favorevolmente al via libera ai negoziati con i creditori e quindi Tsipras ha dovuto contare sui voti dell’opposizione per riuscire a fare approvare il piano. Inoltre ben 15 deputati della maggioranza hanno precisato alla fine della seduta di aver votato a favore solamente per non far cadere il governo. In futuro il presidente ellenico potrebbe presentarsi in parlamento per far votare le misure di austerity ed ecco che in questo caso potrebbe non avere abbastanza voti e dovrebbe contare su Nuova Democrazia, Pasok e To Potami, con un grave danno per la propria carriera politica dato che Tsipras si era presentato come l’uomo che avrebbe fatto uscire Atene dallo spettro della austerità.

Il problema ulteriore è che ad Atene le banche sono rimaste chiuse nelle ultime due settimane aggravando ulteriormente il quadro di una situazione già drammatica. Il bello è che alla fine il piano-Tsipras è persino superiore di 3,5 miliardi a quanto richiesto dai creditori prima del referendum di domenica, anche per questo in molti hanno buon gioco ad accusarlo di tradimento nei confronti dell’elettorato. Non casualmente proprio davanti al Parlamento, nell’ormai famosa e celebra piazza Syntagma, migliaia di manifestati si sono presentati per chiedere il rispetto dell’esito del referendum e il rifiuto degli ultimatum dei creditori. Il problema è che il premier ellenico ha chiesto il referendum per rafforzare la sua posizione nei confronti dei creditori, peccato che non ci sia stata alcuna trattativa dal momento che i provvedimenti erano stati delineati sin dall’inizio. Di conseguenza quella di Tsipras potrebbe sembrare una resa  vera e propria per ottenere quegli aiuti che non faranno altro che aumentare un debito che probabilmente tutti sanno non potrà mai essere restituito. Non a caso la Troika ha definito come “buona base” il testo discusso nel Parlamento di Atene, a certificare che si tratta comunque di una misura gradita.

VAI SULLA PAGINA FB DEL TRIBUNO

 

 

Link Sponsorizzati:

Commenti chiusi.

Link Sponsorizzati:
Scroll To Top