Grecia. Per Syriza si fa sempre più difficileTribuno del Popolo
giovedì , 19 gennaio 2017
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Grecia. Per Syriza si fa sempre più difficile

Grecia. Per Syriza si fa sempre più difficile

Dopo lo schiaffo subito da Manolis Glenzos, l’ex partigiano che strappò la bandiera nazista dal Partenone e ha chiesto scusa ai greci per “l’illusione di Syriza” , è la volta del compositore Mikis Theodorakis, per intenderci l’autore delle musiche di Zorba il greco. Il compositore ha aspramente criticato Tsipras, accusando Syriza di essere venuta meno alle promesse fatte in campagna elettorale. 

In molti, alcuni in malafede altri no, già ai tempi della campagna elettorale di Syriza avevano criticato Tsipras accusandolo di fare tante promesse che però, al momento della verità, si sarebbero liquefatte come neve al sole. Noi a differenza di molti non abbiamo preso posizione rimanendo alla finestra, sicuramente provando molta simpatia per Syriza che si proponeva comunque come un partito di sinistra radicale all’interno di un’Europa dove la sinistra sembra non esistere semplicemente più. Alla prima difficoltà però l’eroe nazionale Manolis Glenzos, per intenderci il partigiano che aveva strappato la bandiera nazista dal Partenone, ha scaricato Tsipras scatenando contro di lui diverse bordate e chiedendo letteralmente scusa ai cittadini greci per “l’illusione Syriza”. Sembrava una voce isolata la sua, ma proprio mentre il piano greco riceve il primo ok da parte dell’Eurogruppo ecco che Tsipras ha ricevuto la seconda coltellata, questa volta da parte di Mikis Theodorakis, il celebre compositore di “Zorba il greco” che si è unito alla voce di Glenzos chiedendo a Tsipras di dire “no al nein di Schaeuble”. Theodorakis ha accusato Tsipras di aver effettuato una sorta di piroetta durante l’Eurogruppo di venerdì scorso, sostanzialmente replicando quello stesso memorandum che Tsipras aveva giurato di ribaltare durante la campagna elettorale. E il malcontento dentro Syriza aumenta sempre di più dal momento che il “no” totale e senza condizioni all’austerity era realmente il cavallo di battaglia di Syriza. Da qui la richiesta di Theodorakis a Tsipras, ovvero di eliminare immediatamente tutte le misure di memorandum iniziando il ripristino della sovranità nazionale, “di cui non ho sentito fino ad ora a parlare”. Theodorakis è rimasto molto deluso dalle promesse non mantenute:  “Caro Alexis, ho scritto un paio di giorni fa che siamo pronti a una battaglia sanguinosa. Ma con le misure proposte (venerdì all’Eurogruppo ndr) non è così”. Il compositore 90enne parte poi dalla consapevolezza che “la mappa del mondo è cambiata e l’opinione pubblica internazionale è con noi”. E dopo tutto, “nessuno può giuridicamente impedirci di concludere accordi finanziari nell’interesse del nostro paese”. Certo, si potrebbe facilmente obiettare che se Syriza non facesse così sarebbe molto peggio, ma la delusione in molto dell’elettorato esiste e a sorridere, almeno per ora, sono i comunisti del Kke che avevano esattamente ipotizzato uno scenario simile. Certo, l’alternativa al voltafaccia di Tsipras sarebbe stato andare al muro contro muro e uscire dall’Eurozona con esiti potenzialmente devastanti per l’economia ellenica, ma la sensazione è che l’Ue sia sempre di più irriformabile.

photo credit: <a href=”http://www.flickr.com/photos/14334763@N05/8550929517″>Ο ΣΥΡΙΖΑ-ΕΚΜ για την παραγωγική ανασυγκρότηση της Θράκης</a> via <a href=”http://photopin.com”>photopin</a> <a href=”https://creativecommons.org/licenses/by/2.0/”>(license)</a>

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