Grecia. Russia e Cina tendono la mano con 15 miliardi di euroTribuno del Popolo
martedì , 17 gennaio 2017
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Grecia. Russia e Cina tendono la mano con 15 miliardi di euro

Grecia. Russia e Cina tendono la mano con 15 miliardi di euro

Secondo il periodico tedesco Del Spiegel la Grecia potrebbe ottenere un aiuto inatteso da parte di Mosca e Pechino. Si tratterebbe di qualcosa come quindici miliardi di euro che potrebbero aiutare Atene a sedersi al tavolo negoziale con l’Ue. 

Ne hanno parlato ampiamente i quotidiani ellenici come Arfì e Agorà, ma ne ha parlato anche l’autorevolissimo periodico tedesco Der Spiegel, confermando quindi che la Grecia potrebbe ricevere ben 15 miliardi di euro da parte di Cina e Russia. Un aiuto che sarebbe inatteso e soprattutto ben accetto dal momento che la Grecia si trova in cattive acque finanziarie ed è ai ferri corti con l’Ue. Il nodo del contendere infatti è l’ultima tranche di prestiti da Ue e Fmi di 7,2 miliardi, con l’Europa che chiede all’esecutivo di Tsipras di procedere con delle riforme più convincenti, ovviamente ai loro occhi. Del resto si sa, Tsipras è stato eletto come presidente proprio per rompere l’austerity che ha messo in ginocchio il Paese, solo che l’Ue ha altre idee e non intende fare nessuno sconto. Ecco che Mosca però potrebbe versare i miliardi ad Atene se dovesse andare in porto la questione del gasdotto Turkish Stream, un affare miliardario che potrebbe essere siglato già martedì portando subito cinque miliardi in Grecia. La cosa sembra abbastanza probabile anche perchè giungono conferme anche dal Cremlino con il portavoce di Putin, Dmitri Peskov, che ha confermato che i presidenti russo e greco hanno discusso di “que­stioni di poli­tica energetica“. Il gasdotto ovviamente consentirebbe alla Russia di rifornire tutti i paesi europei aggirando il bubbone dell’Ucraina, e questo è un progetto che sta logicamente molto ma molto a cuore al Cremlino. Ma oltre alla Russia anche la Cina sembra disposta ad aiutare Atene con 10 miliardi, come riportato dai media greci. Si tratterebbe di un pagamento anticipato per l’uso dei moli del porto del Pireo, ma anche investimenti nel sistema ferroviario del paese ellenico, vero e proprio ossigeno per le casse quasi vuote dello Stato. Ma l’Ue ovviamente non farà sconti, di conseguenza ne vedremo delle belle nei prossimi giorni.

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