Grecia. Si costruisce un ponte verso Mosca?Tribuno del Popolo
mercoledì , 18 gennaio 2017
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Grecia. Si costruisce un ponte verso Mosca?

Grecia. Si costruisce un ponte verso Mosca?

Il ministro degli Esteri ellenico, Yanis Varoufakis, ha negato che Atene riceverà aiuti di qualsiasi tipo da Mosca. ma la Grecia deve qualcosa come 270 miliardi alla Troika e in molti, dopo l’elezione di Tsipras, hanno ventilato un possibile avvicinamento di Atene al Cremlino. 

La Grecia non chiederà aiuti economici a Mosca, questo almeno è quello che ha ribadito il ministro delle Finanze ellenico Yanis Varoufakis nel corso di una intervista con il giornale tedesco “Die Zeit”. Varoufakis ha negato nel modo più assoluto che il suo governo voglia chiedere aiuti a Mosca e già il fatto che questa voce incontrollata sia circolata a lungo la dice lunga sull’isteria antirussa che si respira in Europa e soprattutto sui mal di pancia che la vittoria di Syriza in Grecia potrebbero aver creato alla Troika. A diffondere la voce incontrollata ci aveva pensato il ministro delle Finanze russo Anton Siluanov che aveva affermato come Mosca avrebbe “esplorato” la possibilità di aiutare il governo greco nel caso Atene avesse un giorno pensato di chiederlo. Attualmente la Grecia deve alla Troika qualcosa come 270 miliardi di euro, una cifra enorme che Tsipras vorrebbe provare a dilazionare e che, almeno a parole, non sarebbe disposto a saldare. Varoufakis infatti aveva detto chiaramente che il governo greco avrebbe deciso di interrompere i rapporti di collaborazione con la Troika cercando così di rinegoziare le condizioni di pagamento e trovare nuove fonti di investimento. Ed è inevitabile che la Russia, vittima di miopi sanzioni dell’Ue imposte dagli Stati Uniti, potrebbe rappresentare un ponte naturale con la Grecia. Del resto proprio Tsipras ha assunto sulla questione dell’Ucraina una posizione di ferma contrarietà nei confronti di Kiev. Nei prossimi mesi ne vedremo delle belle anche perchè il sentimento antirusso viene diffuso dal mainstream in modo capillare e se Tsipras dovesse seriamente guardare a Est ecco che delle crepe comincerebbero ad affiorare all’interno dell’Ue.

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