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sabato , 21 ottobre 2017
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Grecia. Tsipras attacca la Merkel “la sua visita fiasco politico”

Dopo un giorno di guerriglia e lacrimogeni per le strade di Atene a causa della visita di Angela Merkel in Grecia, il leader della sinistra radicale Tsipras ha lanciato un attacco in piena regola contro il Memorandum.

La visita della cancelliera tedesca ad Atene si è dimostrata un fiasco politico“: parola di Alexis Tsipras, leader della sinistra radicale greca Syriza. Secondo Tsipras, “Angela Merkel è venuta ieri in Grecia solo per sostenere un governo che sta per crollare e il Memorandum catastrofico con le nuove misure di austerità da 13,5 miliardi di euro che, se attuate, sprofonderanno ancora di più la Grecia nella crisi e destabilizzeranno ancora di più l’Europa“. Due giorni prima dell’arrivo di Angela Merkel in Grecia, proprio il leader di Syriza aveva inviato al The Guardian una lettera intitolata: “L’Europa può sopravvivere a questa crisi indotta dall’austerità, ma solo se è riorganizzata da e per il popolo.”

Quando martedì Angela Merkel verrà in visita ad Atene, troverà una Grecia nel suo quinto anno consecutivo di recessione. Nel 2008 e nel 2009, la recessione era una ricaduta della crisi finanziaria globale. Da allora, è stata provocata e inasprita dalle politiche di austerità imposte alla Grecia da parte della troika – il Fondo Monetario Internazionale, l’Unione Europea, la Banca Centrale Europea – e il governo greco.Queste politiche sono devastanti per il popolo greco, specialmente i lavoratori, i pensionati, i piccoli imprenditori e le donne, e, naturalmente, i giovani. L’economia greca ha subito una contrazione di oltre il 22%, i lavoratori e i pensionati hanno perso il 32% del loro reddito, e la disoccupazione ha raggiunto un 24% senza precedenti, con la disoccupazione giovanile al 55%. Le politiche di austerità hanno portato a tagli alle prestazioni previdenziali, alla deregolamentazione del mercato del lavoro e all’ulteriore deterioramento del limitato stato sociale che era sopravvissuto all’attacco neoliberista. Il governo sostiene che solo un’agenda di austerità può rendere di nuovo sostenibile il debito pubblico greco. Ma è vero il contrario. Le politiche di austerità impediscono all’economia di ritornare a crescere. L’austerità crea un circolo vizioso di recessione e di aumento del debito, che a sua volta porta sia la Grecia che i suoi creditori alla rovina. Tutto questo è ben noto ai politici greci ed europei ed alle élites, tra cui Merkel, ed ha lo scopo di attuare programmi simili in tutti i paesi europei con problemi di debito, come la Spagna, il Portogallo e l’Italia. Perché insistono così dogmaticamente su questo disastroso percorso di politica economica? Noi crediamo che il loro obiettivo non sia quello di risolvere la crisi del debito, ma di creare un nuovo quadro normativo a livello europeo che sia basato su manodopera a basso costo, deregolamentazione del mercato del lavoro, bassa spesa pubblica ed esenzioni fiscali per il capitale. Per avere successo, questa strategia utilizza una forma di ricatto politico e finanziario che mira a convincere o costringere gli europei ad accettare senza resistenza i pacchetti di austerità. La politica della paura e del ricatto usata in Grecia è il miglior esempio di questa strategia. Il mio partito, Syriza-United Social Front, rispetta l’ordinario contribuente europeo al quale viene chiesto di sobbarcarsi i prestiti ai paesi in difficoltà, Grecia compresa. I cittadini europei dovrebbero sapere, però, che i prestiti alla Grecia sono versati su un “conto vincolato” e sono utilizzati esclusivamente per rimborsare i vecchi prestiti e per ricapitalizzare le banche private vicine alla bancarotta. Il denaro non può essere utilizzato per pagare gli stipendi e le pensioni, o per comprare le medicine di base per gli ospedali e il latte per le scuole. Il presupposto per questi prestiti è ancora più austerità, paralizzando l’economia greca e aumentando la possibilità del default. Se vi è il rischio per i contribuenti europei di perdere il loro denaro, questo è creato dall’austerità. Ora tutto questo deve finire. L’Europa ha bisogno di un nuovo piano per l’integrazione europea. Tale piano deve sfidare il neoliberismo e riportare le economie europee alla ripresa. Si deve dare la priorità ai bisogni dei lavoratori, pensionati e disoccupati, non agli interessi delle multinazionali e dei banchieri falliti. Syriza-USF si è impegnata in questa strada. Sappiamo che è difficile. Ma è l’unico piano che possa ripristinare la visione europea di giustizia sociale, pace e solidarietà. Questo piano avrà successo solo se le lotte popolari cambieranno radicalmente i rapporti di forza. Queste lotte sono già iniziate e hanno portato alla nascita di movimenti di sinistra e di resistenza in tutta Europa. Essi mantengono viva la democrazia, l’uguaglianza, la libertà e la solidarietà, i valori più importanti della tradizione politica europea. Questi valori devono prevalere. In caso contrario, l’Europa regredirà verso un oscuro passato che pensavamo sparito per sempre.”

Le idee in campo dunque ci sono, anche se ieri quando Angela Merkel è arrivata ad Atene ha prevalso invece la rabbia dei cittadini ellenici, una rabbia irrefrenabile che nemmeno le cariche della polizia sono riuscite a domare. La sensazione è quella di un Paese sull’orlo del collasso, cui le politiche di austerity volute dalla cancelliera non stanno giovando, per nulla.

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