Grecia. Tsipras e le "responsabilità criminali" del FmiTribuno del Popolo
lunedì , 23 gennaio 2017
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Grecia. Tsipras e le “responsabilità criminali” del Fmi

Grecia. Tsipras e le “responsabilità criminali” del Fmi

Si avvicina l’0ra “X” per la Grecia ma Alexis Tsipras, premier ellenico, non ha usato mezzi termini per accusare il Fondo Monetario Internazionale di avere una “responsabilità criminale” per quanto riguarda la crisi che ha rovinato Atene. Una accusa che rimane sullo sfondo ma che pesa tantissimo, più che altro perchè mostra uno spaccato del modo di agire e pensare delle istituzioni finanziarie europee e mondiali. 

Mentre sono ore decisive per il futuro della Grecia e dell’Europa il premier ellenico Alexis Tsipras ha deciso di battere i pugni sul tavolo e di parlare apertamente per denunciare quello che sta accadendo a margine della snervante trattativa che la Grecia conduce con la Troika per evitare il default. Con un accorato intervento di fronte al Parlamento Tsipras ha affermato che l’Europa dovrà considerare quale sarà il futuro dell’Eurozona nel caso dovesse insistere a imporre condizioni “asfissianti”. Non solo, il premier ellenico ha anche accusato direttamente la Bce di utilizzare tattiche che “strangolano” Atene, e ha detto apertamente che il Fondo Monetario Internazionale avrebbe avuto una responsabilità “criminale” nell’aver determinato le difficoltà che hanno rovinato la Grecia. Accuse molto pesanti ma difficilmente confutabili come ha ribadito lo stesso Tsipras: “L’insistenza su un programma di tagli che ha fallito e su misure che non possono essere accettate non è solo sbagliato ma probabilmente serve anche a fini politici e per un piano teso ad umiliare il governo e il popolo greco“. Accuse pesantissime che i nostri media derubricano solo come propaganda ma che pesano invece come pietre e nascondo scenari aberranti che ci sembrano, purtroppo, molto convincenti. Atene infatti non ha mai detto di non voler ottemperare ai propri debiti, ha sempre e solo ribadito di non volerlo raggiungere a prezzo della continuazione delle politiche di austerity e recessione, che finora hanno portato solo miseria e disperazione. Molto meglio invece lasciar intendere che i greci siano dei piagnoni un pò sfaticati che non vogliono fare le riforme e vogliono farsi pagare le pensioni dagli altri cittadini europei, una bugia che viene raccontata in modo talmente convincente da aver spaventato quegli stessi cittadini che cominciano a pensare che se loro hanno fatto sacrifici allora i greci debbano rimboccarsi le maniche. Ma la sensazione è che ci sia qualcuno che voglia togliersi lo sfizio di umiliare chi come Tsipras e Varoufakis ha osato mettere in discussione la “bontà” dell’Europa, disvelandone il volto predatorio dei suoi organismi finanziari, un buon motivo per dare una lezione a chi ha osato “alzare la testa”, e creare anche un precedente.

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