Grecia. Tsipras verso la resa dei conti dentro SyrizaTribuno del Popolo
venerdì , 24 marzo 2017
Ultime Notizie
Link Sponsorizzati:

Grecia. Tsipras verso la resa dei conti dentro Syriza

Alexis Tsipras traditore o semplicemente un pragmatico? Mentre le polemiche circa la “capitolazione” di Atene dopo la vittoria del “No” al referendum alle richieste delle istituzioni europee la situazione torna a peggiorare per la Grecia. Manca ancora l’accordo sulla ristrutturazione del debito e Tsipras dovrà fare i conti con l’opposizione interna a Syriza e a settembre ci sarà il congresso straordinario per stabilire la nuova linea del partito. 

Difficilmente le polemiche sul Grexit e sulla “capitolazione” successiva alla vittoria dell’ “Oxi” nel referendum indetto dal governo ellenico si placheranno entro breve. Ancor più che le recenti dichiarazioni dell’ex ministro dell’Economia Varoufakis hanno intorbidito ulteriormente le acque. Varoufakis infatti aveva detto senza mezzi termini che un piano di uscita dall’Euro esisteva ma in qualche modo Tsipras avrebbe optato per accettare le condizioni draconiane delle istituzioni europee. Sia come sia oggi la Grecia si trova ancora in pessime acque, ancor più che il Fondo Monetario Internazionale ha fatto sapere di non voler aiutare la Grecia con un salvataggio fin quando non sarà reso chiaro il quadro di ristruttrazione del debito.

Ma mentre si discute di questioni tecniche Tsipras deve affrontare anche un altro problema derivante dalle polemiche scatenate dalla sua decisione proprio all’interno del suo stesso partito, Syriza, dove in tanti si sono sentiti presi in giro. Anche per questo motivo il premier ellenico ha deciso di indire un congresso straordinario di Syriza a settembre in modo così da risolvere i nodi interni e decidere una linea univoca per continuare il negoziato con i creditori. Si pensa anche a un referendum tutto interno agli iscritti di Syriza domenica per fare la conta dei favorevoli e contrari all’accordo con l’Ue. Tsipras vorrebbe quindi sconfiggere la fronda interna di coloro i quali vorrebbero tornare alla dracma,e  lo ha fatto chiudendo decisamente la porta a questa eventualità: “L’uscita dall’euro senza alcuna possibilità di un sostegno finanziario, ma anche senza riserve, significherebbe solo una svalutazione rapida”. Stando così le cose è probabile che molti all’interno di Syriza decideranno di andare verso la rottura e la scissione, così il momento della verità potrebbe essere proprio quello delle urne per capire il futuro del paese.

In molti pensano che a Syriza potrebbe toccare lo stesso amaro destino toccato al Pasok, che a furia di accettare le trattative con i creditori è finito per dissipare milioni e milioni di voti e per perdere il governo divenendo un piccolo partito marginale e peraltro nemmeno troppo amato. Tsipras vorrebbe evitare di finire come Papanderou, per questo ha deciso di procedere con il referendum interno, ma nulla sembra poter comporre lo strappo con la corrente “Iskra” dell’ex ministro Panagiotis Lafazanis. Secondo alcuni al premier non dispiacerebbe liberarsi della “zavorra”, ma il rischio è che questo possa portare a una emorragia di voti e a classificare Syriza come un partito colluso con la Troika. La rottura sembra comunque totale anche perchè il premier ellenico ha accusato i dissidenti di “populismo” in modo abbastanza chiaro e di voler far cadere il governo per portare a una situazione di uscita dall’euro. Da parte loro i dissidenti della sinistra del partito accusano Tsipras di aver siglato un accordo non gestibile politicamente. “Come nella vita così in politica non si può avere tutto. Il primo governo di sinistra della storia greca o sarà sostenuto dai deputati di sinistra oppure farà a meno di chi lo considera non sufficientemente di sinistra”, ha detto Tsipras, forse sottovalutando il fatto che in tanti si siano sentiti presi in giro dalla decisione del governo.

VAI SULLA PAGINA FB DEL TRIBUNO

 

Link Sponsorizzati:

Commenti chiusi.

Link Sponsorizzati:
Scroll To Top