Grecia. Ultras del Paok dichiarano guerra ad Alba DorataTribuno del Popolo
giovedì , 19 ottobre 2017
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Grecia. Ultras del Paok dichiarano guerra ad Alba Dorata

In Grecia a Salonicco gli ultras antifa del Paok hanno deciso di dichiarare guerra ai militanti neonazisti di Alba Dorata. Il risultato di questa conflittualità è stata la crisi di governo che ha costretto i neonazisti a uscire dal Parlamento. 

In Grecia sono tanti coloro che hanno deciso di darsi da fare e non rimanere con le mani in mano mentre i neonazisti di Alba Dorata allungano la loro ombra sul Paese ellenico. In un contesto per certi versi drammatico dove i tagli indiscriminati del governo, ordinati dalla Troika e dalle banche, hanno messo in ginocchio un intero Paese, i neonazisti di Alba Dorata con la violenza e il terrore hanno cominciato a espandersi e a rafforzarsi. Non a Salonicco però dove gli ultras della squadra locale, il Paok, hanno deciso di rispondere colpo su colpo alla violenza neonazista, e lo hanno fatto al punto da provocare una crisi di governo che ha costretto Alba Dorata ad abbandonare il Parlamento. La conflittualità nacque già tempo fa, quando un giocatore di origini albanesi del Paol, Ergys Kace, pubblicò sul suo profilo Facebook una maglietta dell’Uck, l’esercito di liberazione del Kosovo. Ovviamente questo non piacque ai neonazisti di Alba Dorata che se ne uscirono con un delirante comunicato stampa che doveva sancire la purezza etnica del club, peraltro fondato nel 1926 non da greci purosangue ma da emigranti che provenivano da Costantinopoli. Ciò mandò su tutte le furie i ragazzi del Gate 4, ovvero il principale gruppo organizzato del Paok, che hanno deciso di prendere posizione chiaramente contro ogni tipo di razzismo, da qui un comunicato che non lasciava adito a dubbi: “Il PAOK, in quanto squadra fondata da immigrati e rifugiati, si schiera contro ogni tipo di razzismo”. Pochi giorni dopo, l’11 settembre, gli ultras del Paok assaltarono la sede di Alba Dorata, e i neonazisti cominciarono a perdere mordente e consensi. Sono seguiti momenti difficili per la Grecia, con l’assassinio di Pavlos Fyssas da parte dei neonazisti e la prevedibile durissima reazione degli antifascisti. Il ministro per l’ordine pubblico Nikos Dendias poi, è intervenuto duramente mettendo all’angolo Alba Dorata che stava approfittando della crisi economica e morale del Paese per salire nei consensi. La reazione furiosa di popolo contro le soverchierie neonaziste però ha messo in crisi Alba Dorata, e la reazione è partita proprio dagli ultras che non si arrendono e non intendono lasciare le strade ai militanti di Alba Dorata.

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