Grecia. Varoufakis aveva un piano "B" ma Tsipras ha cedutoTribuno del Popolo
domenica , 24 settembre 2017
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Grecia. Varoufakis aveva un piano “B” ma Tsipras ha ceduto

Emergono alcuni retroscena circa l’accordo raggiunto con i creditori dal governo ellenico. Secondo il settimanale britannico “NewsStatesman” l’ex ministro delle Finanze Varoufakis avrebbe dichiarato di avere un “piano” per far uscire il Paese dallo stallo dopo la vittoria del “no” al referendum, ma le sue proposte non avrebbero convinto Tsipras. 

E se Varoufakis fosse rimasto in sella? Difficile a dirsi, però quanto successo una settimana fa con le sue dimissioni da ministro delle Finanze per lasciare il posto a Euclides Tsakalotos ha sicuramente rappresentato una svolta, e forse anche una premessa all’accordo raggiunto poco dopo dalla Grecia con i suoi creditori. Alla fine il Parlamento greco ha dato il mandato a Tsipras di negoziare con Bruxelles un piano di aiuti, peraltro considerato molto più pesante di quello su cui era stato chiesto il giudizio referendario del popolo. Ma cosa è successo realmente? Perchè Varoufakis si è dimesso così improvvisamente dopo essere stato il braccio destro di Tsipras per tanto tempo?

Intervistato dal settimanale britannico “NewsStatesman”, l’ex ministro delle Finanze ellenico ha detto chiaramente che aveva un “piano” per far uscire la Grecia dallo stallo dopo la vittoria dell’ “Oxi” nel referendum del 5 luglio. Il suo piano però non avrebbe convinto nessuno, o comunque non il premier Tsipras, che nonostante la vittoria nel referendum aveva deciso di non sfidare ulteriormente i creditori. In questo modo a detta di Varoufakis, Tsipras avrebbe accettato  “proposte assolutamente impossibili, totalmente non attuabili e tossiche, il tipo di proposte che presenti all’altra parte quando non vuoi un accordo”. Questo ha portato l’ex ministro anche a chiamare l’intesa raggiunta domenica notte come una sorta di “nuovo trattato di Versailles che perseguiterà nuovamente l’Europa e il primo ministro lo sa. Sa che è dannato se lo fa, ma è anche dannato se non lo fa”.

E queste divisioni certificano anche uno strappo interno a Syriza e alla maggioranza di governo. Ieri sera infatti Kammenos, ministro della Difesa e leader dei Greci Indipendenti, ha detto di non condividere il compromesso raggiunto dal premier, ma anche che non intende uscire dal governo. Dentro Syriza intanto volano gli stracci soprattutto con l’ala sinistra del partito, quella che fa capo ad esempio a Nikos Filis, portavoce della Coalizione della Sinistra Radicale al parlamento, che ha ribadito in modo chiaro come i deputati di Syriza dovrebbero dimettersi. Insomma questo accordo potrebbe costare molto caro a Tsipras in termini di credibilità, soprattutto a sinistra e nei confronti di quei cittadini ellenici che, pieni di fiducia, hanno votato “No” sperando che questo significasse chiudere per sempre con l’Euro e la Troika.

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