Grecia. Varoufakis si dimette per togliere ogni scusa alla BceTribuno del Popolo
mercoledì , 18 ottobre 2017
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Grecia. Varoufakis si dimette per togliere ogni scusa alla Bce

Yanis Varoufakis ha deciso: si è dimesso per togliere ogni scusa all’Eurogruppo e favorire finalmente un accordo da parte dei creditori con il governo Tsipras. Una mossa a sorpresa che lascia spiazzati molti e che serve a incalzare i burocrati europei. 

Mentre i burocrati europei schiumano letteralmente rabbia di fronte alla vittoria del “no”, questa mattina il ministro delle Finanze Varoufakis ha pensato bene di sorprendere tutti comunicando le sue dimissioni. Una sorta di sacrificio da parte del vulcanico ministro per far ripartire le trattative e trovare finalmente una soluzione alla crisi economica che ha colpito la Grecia. Dato che aveva la sensazione di essere lui stesso, con la sua personalità ingombrante, un limite al raggiungimento di un accordo, la sua rappresenta una mossa strategica per addossare in questo modo ogni responsabilità sugli eurocrati. Personaggio molto caratteristico Varoufakis viene accusato di essere un irresponsabile e un filomarxista, dove la seconda accusa mostra quanto in realtà siano “ideologici” a Bruxelles. “Me ne vado  per aiutare Tsipras nella trattativa“, ha detto Varoufakis sul suo blog, e la sua mossa per molti dovrebbe venire interpretata come un gesto di buona volontà da parte di Atene, che in effetti non ha mai detto che con la vittoria del “no” avrebbe cercato di abbandonare l’Ue. “Subito dopo l’annuncio dei risultati del referendum, sono stato informato di una certa preferenza di alcuni membri dell’Eurogruppo e di ‘partner’ assortiti per una mia… ‘assenza’ dai loro vertici, un’idea che il primo ministro ha giudicato potenzialmente utile per consentirgli di raggiungere un’intesa; per questa ragione oggi lascio il ministero delle Finanze“. Ha quindi aggiunto: “Considero mio dovere aiutare Alexis Tsipras a sfruttare come ritiene opportuno il capitale che il popolo greco ci ha garantito con il referendum di ieri e porterò con orgoglio il disgusto dei creditori“. Si pensa che un possibile suo sostituto potrebbe essere Euclid Tsakalotos, oordinatore dei negoziatori greci al tavolo Ue. E ora cosa si inventeranno a Bruxelles per evitare di trovare un accordo con Atene? Perchè quello che nessuno vuole ammettere è che esista anche la possibilità che siano proprio gli eurocrati, per una questione di principio a questo punto, a volere a tutti i costi l’umiliazione della Grecia o il Grexit.

Ecco cosa ha scritto questa mattina proprio Varoufakis per spiegare il suo gesto (Fonte Il Manifesto):

Non più mini­stro!
Il refe­ren­dum del 
N5 luglio resterà nella sto­ria come un momento unico per una pic­cola nazione che si è ribel­lata alla stretta del debito.

Come tutte le bat­ta­glie per i diritti demo­cra­tici, lo sto­rico rifiuto dell’ultimo Euro­gruppo del 25 giu­gno porta con sé un caro prezzo. È quindi essen­ziale che il grande capi­tale otte­nuto dal nostro governo con lo splen­dido risul­tato del “No” sia inve­stito imme­dia­ta­mente in un “Sì” a una solu­zione più con­sona: a un accordo che com­prenda la ristrut­tu­ra­zione del debito, meno auste­rità, la redi­stri­bu­zione per i più biso­gnosi e nuove riforme.
Poco dopo l’annuncio dei risul­tati del refe­ren­dum, mi hanno fatto inten­dere che ci fosse una certa pre­fe­renza per una mia “assenza” da parte dei par­te­ci­panti all’Eurogruppo e di altri part­ner; un’idea che il primo mini­stro ha con­si­de­rato poten­zial­mente favo­re­vole per rag­giun­gere un nuovo accordo. Per que­sto motivo lascio oggi l’incarico di mini­stro delle Finanze.
Con­si­dero un mio dovere quello di aiu­tare Ale­xis Tsi­pras, nel modo che ritiene più oppor­tuno, per otte­nere il mas­simo dal risul­tato che ci ha affi­dato ieri il popolo greco tra­mite il refe­ren­dum.
Mi farò carico con orgo­glio del disprezzo dei cre­di­tori.
Noi di sini­stra sap­piamo come agire insieme senza curarci dei pri­vi­legi che com­por­tano i nostri inca­ri­chi. Per que­sto motivo sosterrò pie­na­mente il primo mini­stro Tsi­pras, il nuovo mini­stro delle Finanze e il nostro governo.
Lo sforzo sovru­mano per ono­rare il corag­gioso popolo della Gre­cia, e il “No” che ha con­se­gnato al mondo, è appena iniziato.

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