Greta e Vanessa, tanto clamore ma nessuna chiarezzaTribuno del Popolo
venerdì , 20 ottobre 2017
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Greta e Vanessa, tanto clamore ma nessuna chiarezza

A qualche giorno dal ritorno a casa di Greta e Vanessa come prevedibile ci si divide tra coloro che lanciano grette offese e contestano a priori la solidarietà e coloro che difendono le due cooperanti a spada tratta come se fossero delle eroine. A morire, ancora una volta, è l’informazione su quanto sta accadendo in Siria, con molti che pensano di dire la verità e invece dicono solo il loro “parziale” punto di vista. 

Il quadro dell’informazione italiana in merito alla liberazione e al ritorno a casa delle due cooperanti Greta e Vanessa rapite in Siria la scorsa estate è a dire poco deprimente. Ci si divide tra chi le offende in modo gretto solo in quanto donne facendo allusioni sessuali e chiedendo loro di restituire il riscatto eventualmente pagato per la loro liberazione, e chi in modo altrettanto gretto le difende partendo dal presupposto della loro buona fede. Inutile dire che noi n0n facciamo parte di nessuno dei due schieramenti che ci sembrano più club di ultras che altro. A spaventarci in particolare è vedere come migliaia di utenti sono caduti nel tranello dei provocatori alla Gasparri, vedi il suo tweet su Greta e Vanessa che avrebbero detto di aver avuto rapporti sessuali consenzienti in Siria (dichiarazioni del tutto inventate). Come cani di Pavlov si sono schierati senza se e senza ma con le due cooperanti, cadendo così nell’errore opposto, ovvero mitizzarle come due eroine e santificarle. Noi non demonizziamo nè santifichiamo, come detto in precedenza siamo umanamente contenti che due ragazze siano sane e salve ma riteniamo assolutamente inaccettabile che lo scontro sia tra coloro che le offendono in quanto tali e coloro che le difendono, non capendo che qui in ballo non c’è solo l’ignoranza e il sessismo, ma la corretta informazione su un paese martoriato come la Siria. Voi direte: ma voi che ne sapete della Siria dal momento che scrivete comodamente dall’Italia? E avreste anche ragione, ma noi per farci un’idea su quello che succede in Siria abbiamo letto, ci siamo informati, e pur non permettendoci di trinciare giudizi possiamo dire che, a nostro giudizio ma anche a quello di diversi analisti, la dicotomia Assad vs resistenza per la libertà è assolutamente una invenzione mediatica, a uso e consumo del pubblico europeo e occidentale. Forse era così all’inizio, ma basta fare una ricerca su Google per verificare come tutti coloro che vogliono una Siria laica oggi combattano contro l’Isis e i jihadisti che invece sono diventati egemoni nel campo della cosiddetta “opposizione siriana”. Di questo nessuno parla e si insiste a parlare delle pruderie, come se importasse più venire a conoscenza della condotta sessuale di Greta e Vanessa piuttosto che appurare cosa stia realmente accadendo in Siria. La realtà è che molti che pensano di essere informati e critici sulla Siria si sono “bevuti” letteralmente, la visione data in pasto dal mainstream. Accade quindi che molte persone per bene, cooperanti e volontari, difendano Greta e Vanessa a priori, schifati giustamente da certi avvoltoi che le hanno attaccate a loro volta in modo pavloviano e non a ragion veduta. E dire che le si potrebbe attaccare eccome in quanto la loro visione di quanto succede in Siria è del tutto parziale e non super partes; Greta, Vanessa e il mondo che in loro si rivede parte dal presupposto che la parte “giusta” sia quella dei ribelli, eppure nessuno ha fatto un mea culpa o ha chiesto scusa una volta che sono arrivate anche qui le notizie di immani crimini di guerra perpetrati proprio da quei ribelli siriani che qualcuno continua ancora a tratteggiare come poveri studenti e farmacisti assetati di libertà. Rosamaria Vitale, presentata come attivista psicoterapeuta e chirurga sul sito dell’Huffington Post ha scritto un articolo di cuore intitolato: “Ecco il progetto di Greta e Vanessa con cui sarei dovuta partire“, un articolo molto sentito e che tradisce probabilmente la buona fede dell’autrice ma che denota anche una profonda parzialità sulla vicenda siriana dal momento che la Vitale scrive: “Molte di quelle foto li mostravano nei loro abiti e nelle loro funzioni di “combattenti”, ed i pazienti le esibivano con molto orgoglio. D’altra parte se da un lato c’era Assad che distruggeva il suo popolo, dall’altro c’era un popolo di sopravvissuti che fuggiva alla ricerca di una nuova vita. Il tutto non credo sia cambiato nei mesi successivi, se non in peggio. Se io fossi stata siriana sarei stata fra quelli che combattevano per difendere la propria famiglia, la propria casa, la propria vita. Ovvio che, in quanto medico, mi sarei presa cura di tutti, da un lato e dall’altro delle barricate, anche se i kalashnikov mi fanno molta paura“. Ecco a cosa alludiamo, secondo la Vitale e chi la pensa come lei, che sono comunque la maggioranza delle persone, comunque la parte “buona” è quella contro Assad. A questa parte quindi tutto si giustifica e si parte comunque dal presupposto che se fossero siriani avrebbero fatto la loro scelta ignorando che loro pensano ciò non dopo aver studiato approfonditamente la storia siriana ma solo avendo preso per buona la visione data dai media! Chissà se la Vitale e compagnia la penserebbero in questo modo se magari avessero conosciuto le famiglie dei soldati siriani decapitati o uccisi dagli jihadisti, oppure dei bambini uccisi dai colpi di mortaio mentre andavano a scuola, oppure delle persone senza nome nè dignità uccise dalle autobombe dei kamikaze. Come spesso accade a morire è quasi sempre la verità, con gli italiani che al posto di farsi domande per capire preferiscono giudicare e scornarsi tra clan, quello pro Greta e Vanessa e quello contro.

Gb

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