Grexit: Bluff o resa dei conti?Tribuno del Popolo
venerdì , 20 ottobre 2017
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Grexit: Bluff o resa dei conti?

La Grecia sta bluffando oppure no? L’Europa trattiene il respiro nel tentativo di capire che cosa accadrà e se Atene raggiungerà o meno un accordo in extremis con il “Brussels Group” sul debito. Qualora tale accordo non dovesse arrivare, ecco che si parlerebbe davvero di una possibile uscita della Grecia dall’Euro,e in molti temono che ne potrebbe derivare un effetto domino dalle conseguenze devastanti per l’Unione Europea.

L’Austerity non serve ma la Grecia deve applicarla in modo massiccio se vuole continuare a rimanere in Europa. Semplificando molto si potrebbe quasi riassumere in questo modo la situazione del paese ellenico che si trova ora, per l’ennesima volta, di nuovo di fronte a un baratro. Tutto si deciderà in questi giorni dopo che Atene ha annunciato di non avere i soldi per pagare per le prossime rate del Fondo Monetario Internazionale a partire da giugno. Si tratta di un miliardo e 600 milioni di euro e il ministro dell’Interno Nikos Voutsis ha annunciato che non verranno versati perchè non ci sono nelle casse del governo. Alla luce di questa difficile situazione si aprono diverse prospettive che potrebbero condurre a scenari molto differenti tra di loro. Il primo scenario è quello di un accordo in extremis tra il governo Tsipras e i creditori internazionali. Si tratterebbe di una soluzione che consentirebbe di sbloccare ancora una tranche di aiuti da 7.2 miliardi di euro dando ossigeno alle casse elleniche. Il problema è che per sbloccare quei soldi in molti vogliono che Atene prosegua con i tagli e l’austerity, una misura questa che il governo ellenico ha promesso di non attuare mai più ai suoi cittadini, che per quello l’hanno votato. Inoltre anche in caso di intesa gli aiuti servirebbero nell’immediato ma lo spettro del default continuerebbe a spaventare la Grecia e a rimanere sullo sfondo. A Berlino inoltre le forze che premono per il “Grexit” aumentano sempre di più, basti pensare che all’interno della Cdu della Merkel starebbe montando l’opposizione al prolungarsi delle trattative con Atene. E si arriva dunque al secondo scenario possibile, quello per l’appunto di una uscita dalla Grecia dall’euro per tornare alla dracma. Se ne parla da un pò e in molti pensano che Atene potrebbe anche pensare di andare verso un default pilotato dagli esiti imprevedibili. La dracma infatti verrebbe letteralmente massacrata dall’inflazione e i cittadini greci entrerebbero in un tunnel nel quale sarà difficile capire come orientarsi, anche se secondo alcuni sarebbe comunque sempre meglio che continuare a tagliare in eterno in nome dell’Europa. Viceversa in molti credono che una uscita della Grecia dall’Ue farebbe meno paura per la tenuta del sistema, anche se un effetto domino su paesi come l’Italia non potrebbe escludersi a priori. Esiste poi una terza opzione che prevede il fallimento di Atene ma non l’uscita dall’Euro. Si tratta di una soluzione articolata nella quale il governo greco potrebbe decidere di introdurre temporaneamente una valuta parallela magari per pagare le pensioni ai dipendenti pubblici. Ma anche qui rimane sullo sfondo il problema dell’inflazione con Atene che avrebbe comunque bisogno di aiuti esterni per far funzionare la propria economia, almeno all’inizio. E con i “falchi” tedeschi ed europei pronti a non fare alcuna concessione alla Grecia, ecco che da qui a settembre ne vedremo delle belle.

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