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sabato , 27 maggio 2017
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Grillo. 5 Stelle tra bastone e carota

Grillo continua a “scomunicare” i suoi uomini che parlano in tv. Un atteggiamento “squadrista” che colpisce tutti i grillini che decidono di andare fuori dal seminato..

Un ossimoro vivente il 5 Stelle, da un lato un partito che si riempie la bocca di parole come democrazia, indipendenza, limpidezza, dall’altro la realtà di un partito vero e proprio contrassegnato da correnti, diktat del capo, e soprattutto da legami oscuri con Casaleggio o chi per essi che sono stati resi noti nelle scorse settimane dal dissidente consigliere regionale Favia (vedi fuori onda su Piazzapulita, la7). Oggi è il tuno di Federica Salsi, consigliera comunale di Bologna, macchiatasi del reato vergognoso di essersi presentata in tv a Ballarò a commentare i risultati della Sicilia. La Salsi si è prensetata in tv violando uno dei diktat primari di Grillo: Non andare in tv.

Insomma, per i grillini andare in tv a esporre le proprie idee davanti agli italiani è vietato. Sul blog del comico genovese infatti si leggeva: “Il talk show ti uccide. Digli di smettere. L’attacco è stato lanciato contro chi è andato alla ricerca del “punto G, quello che ti dà l’orgasmo nei salotti dei talk show”, e contro chi cerca “l’’atteso quarto d’ora di celebrità di Andy Warhol”. Da notare che Grillo nel suo blog non ha nominato direttamente la Salsi, una sorta di spersonalizzazione operata per svuotare di contenuti e di importanza quanto detto della consigliera in tv. E lo squadrismo, quello vero, viene realizzato dai militanti scatenati: “Dovevi chiedercelo e in massa ti avremmo detto di no e qualche si. Fede, l’hai fatta grossa, il megafono ha abbastanza ragione. Scusa”. E quello che loro chiamano “megafono” è proprio lui, Beppe Grillo,lo stesso che sul suo blog ha attaccato frontalmente tutti: “A casa gli amici, i parenti applaudono commossi nel condividere l’emozione di un’effimera celebrità, sorridenti, beati della tua giusta e finalmente raggiunta visibilità. Seduto in poltroncine a schiera, accomunato ai falsari della verità, agli imbonitori di partito, ai diffamatori di professione, devastato dagli applausi a comando di claque prezzolate”. Un linguaggio, aulico, provocatore quello del comico genovese, uno squadrismo informatico raffinato, teso a mettere chi sbaglia al pubblico ludibrio, lasciando che siano i propri militanti a “fare il lavoro sporco”.

L’unico a difendere la povera Salsi è proprio quel Giovanni Favia, l’unico che ha osato sfidare la leadership di grillo disvelando gli oscuri legami tra lui e la Casaleggio. Ma si sa, i grillini sono intolleranti per antonomasia dato che si sono autoinvestiti dell’incarico di rivoluzionare a proprio piacimento l’Italia. Grillo ha deciso che il suo movimento sarà quello incaricato di ripulire la politica e di spazzare via tutti, ma a noi le autoinvestiture non piacciono, così come non piacciono gli uomini della provvidenza. Forse il suo timore è che il Movimento 5 Stelle a furia di apparire in tv assieme ai tanto odiati partiti, alla fine finisca per mostrarsi uguale, se non peggio. Ma presto o tardi i nodi verranno comunque al pettine…

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