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venerdì , 20 ottobre 2017
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Grillo. Aumentano i ribelli nel Movimento 5 Stelle

Aumentano sempre di più le contraddizioni interne al Movimento 5 Stelle con Pietro Vandini, capogruppo del partito di Grillo, che ha dichiarato di poter anche non votare i candidati grillini nelle prossime elezioni politiche. 

Quanti pensavano al Movimento 5 Stelle come a un partito coeso e saldo al suo interno, si sbagliavano di grosso. L’ultimo “ribelle” di una lunga serie è Pietro Vandini, capogruppo del Movimento 5 Stelle, il qualche ha dichiarato di poter anche non votare i candidati grillini ( li chiamiamo così, grillini, per nulla spaventati dal decalogo che ha inviato Grillo alla stampa con le indicazioni da rispettare per parlare del suo movimento)  alle prossime elezioni politiche. Vandini ha scelto un video di 13 minuti per spiegare le ragioni di questa scelta, e non ha lesinato critiche a Beppe Grillo e Gianroberto Casaleggio riguardo i criteri di scelta dei futuri candidati. Un video per certi versi dirompente che conferma quanto detto oggi da Vandini in un’intervista al Corriere di Ravenna.

[youtube http://www.youtube.com/watch?v=UD--P_PbTsM]

Il video di Vandini è stato subito rimosso da Youtube,  siamo riusciti però a trovare questo resoconto. Vandini è partito dalle critiche di questi giorni riguardo alla partecipazione degli aderenti del Movimento ai programmi televisivi: “Io credo che la televisione sia un mezzo di comunicazione che va utilizzato. Non condivido il dogmatismo del no assoluto alla tv”, ha spiegato, sottolineando poi come l’apparizione di Federica Salsi, consigliera del 5 Stelle a Bologna, alla trasmissione Ballarò sia piaciuta molti italiani. Le vere critiche di Vandini però si sono concentrate sulla scelta dei candidati a Parlamento e Senato. Lo staff di Grillo ha infatti deciso che si potranno presentare soltanto le persone che si sono già candidate in un lista a Cinque Stelle e che non sono state elette. Per questo hanno inviato mail per sondare la disponibilità degli attivisti che hanno questo profilo. La filosofia alla base di questo criterio è semplice: evitare che qualcuno entri nel Movimento sulla base dei risultati ottenuti negli ultimi mesi, giusto per lucrare un posto in Parlamento. In secondo luogo ‘vietare’ a chi è stato eletto di candidarsi fa sì che non si usino le istituzioni come trampolino di lancio.

In questo modo però si riciclano quelli che nei vari partiti sono soprannominati come “trombati”. Inoltre così facendo si vanno sprecando le esperienze di coloro che negli ultimi mesi hanno lavorato proprio all’interno degli enti locali.  Vandini a questo riguardo ha spiegato cosa è accaduto a Ravenna: “Le liste erano composte anche da persone che hanno dato la loro disponibilità per raggiungere il numero minimo ma che non hanno fatto campagna elettorale“. Inoltre “alcuni che non sono stati eletti si sono allontanati”, altri “hanno cominciato un loro percorso denigrando il Movimento“. Poi un altro attacco: “Qui stiamo selezionando parlamentari e senatori, non i membri di una bocciofila“. Insomma un assalto a gamba tesa contro la filosofia che sin qui ha ispirato Grillo e Casaleggio, due personaggi che parlano di democrazia, di novità, ma che di fatto sembrano essere i veri padri e padroni del loro movimento, sempre più simile a una setta che a un partito…

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