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giovedì , 27 luglio 2017
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Grillo bastona i giornalisti e minaccia: “Vogliamo il 100% del Parlamento. Se falliamo ci sarà violenza nelle strade”

Beppe Grillo continua ad alzare il tiro, apparentemente del tutto indifferente alla situazione di instabilità politica del Paese. Non solo, il comico genovese se la prende con i giornalisti che attaccano il suo Movimento, e minaccia: ”Vogliamo il 100% del Parlamento. Se falliamo ci sarà violenza nelle strade”.

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L’accanimento delle televisioni nei confronti del M5S ha raggiunto limiti mai visti nella storia repubblicana, e’ qualcosa di sconvolgente, di morboso, di malato, di mostruoso, che sta sfuggendo forse al controllo dei mandanti, come si e’ visto nel folle assalto all’albergo Universo a Roma dove si sono incontrati lunedi’ scorso i neo parlamentari del M5S. Scene da delirio“, lo ha scritto Beppe Grillo sul suo blog, con un post significativamente intitolato “Attenti ai Lupi”. Noi rimaniamo semplicemente sconcertati da queste parole, sconcertati di fronte al completo stravolgimento della realtà operato dal comico genovese, che da un lato gioca a dire che non c’entra nulla con il Movimento Cinque Stelle, dall’altro si comporta come vero e proprio dux in pectore. Ma andiamo con ordine, Grillo davvero pensa che non si sia mai visto un accanimento tale di tv e media contro un movimento politico? Sostenendolo ammette non solo di ignorare completamente la storia italiana, ma anche di voler strumentalizzare in modo becero degli avvenimenti che rientrano invece nella normalità. Ignora forse Grillo che nel Secondo Dopoguerra il Partito Comunista Italiano, un partito chiaramente e indubbiamente anticapitalista che si preponeva di abbattere il sistema economico vigente o comunque di lavorare a un suo superamento, ha raggiunto un consenso elettorale superiore a quello di Grillo e ha subito pressioni di ogni tipo, non solo mediatiche: vedi stragi nere, bombe nelle stazioni, Brigate Rosse e quant’altro. Quando quindi con vittimismo invoca la congiura Grillo, almeno per noi comunisti, scopre solamente il segreto di Pulcinella. Inoltre come comunisti negli ultimi vent’anni abbiamo subito il più grande oscuramento culturale e mediatico della storia della Repubblica, senza che nessun grillino se ne accorgesse, per la serie fin quando capita a te…

Ma c’è di più, Grillo ha attaccato direttamente i giornalisti accusandoli di essere tutti pagati dai partiti, come se venisse escluso a priori che una persona possa essere contraria alle teorie e al movimento di Grillo. O con noi, o contro di noi insomma, e non ditegli che era uno slogan fascista. “Nel libro di Jack London “Zanna bianca una lupa attrae ogni notte un cane da slitta nella foresta. Chi cede al richiamo viene condotto lontano dal fuoco e divorato da un branco di lupi appostati in attesa nella neve. Nel dopo elezioni la tecnica dei conduttori televisivi, dipendenti a tempo pieno di pdl e pdmenoelle, è simile. Il loro obiettivo è, con voce suadente, sbranare pubblicamente ogni simpatizzante o eletto del M5S e dimostrare al pubblico a casa che l’intervistato è, nell’ordine, ignorante, impreparato, fuori dalla realtà, sbracato, ingenuo, incapace di intendere e di volere, inaffidabile, incompetente. Oppure va dimostrato il teorema che l’intervistato è vicino al pdmenoelle, governativo, ribelle alla linea sconclusionata di Grillo, assennato, bersaniano. In entrambi i casi, il conduttore si succhia come un ghiacciolo il movimentista a cinque stelle, vero o presunto (più spesso presunto), lo mastica come una gomma americana e poi lo sputa, soddisfatto del suo lavoro di sputtanamento. E’ pagato per quello dai partiti“, sbraca ancora il comico genovese. Caro Beppe Grillo, noi del Tribuno lavoriamo gratis su questo blog, NON CI PAGA NESSUNO, eppure non ti voteremo mai, e sinceramente faremo tutto quello che è in nostro possesso per convincere democraticamente la gente a non votarti. Non siamo prezzolati, non ci paga nessun partito, noi ci siamo messi al servizio di un’idea, un’idea molto diversa dalla tua evidentemente, ma che merita lo stesso rispetto. Ma quello che non dice alla nostra televisone, Grillo preferisce dirlo all’estero, e le sue parole fanno ancora una volta accapponare la pelle: “Se falliamo, ci sara’ la violenza nelle strade” , ha detto al The Time, “Canalizzo tutta questa rabbia in questo movimento di persone“, dice il comico genovese in riferimento al grave disagio che si vive nel Paese. “Dovrebbero ringraziarci uno per uno”, aggiunge. “Tutto ha avuto inizio in Italia. Il fascismo e’ nato qui. Le banche sono nate qui. Abbiamo inventato il debito. Anche la mafia. Tutto e’ iniziato qui. Se non inizia da qui la violenza e’ a causa del movimento“. ”Se falliamo, siamo destinati ad avere la violenza nelle strade. Meta’ della popolazione non ne puo’ piu’“. Quanto al futuro del Movimento, Grillo afferma: “Vogliamo il 100% del Parlamento, non il 20%, il 25% o il 30%. Quando il movimento raggiungera’ il 100%, quando i cittadini saranno divenuti lo Stato, il movimento non avra’ piu’ ragione di esistere. L’obiettivo e’ quello di estinguerci”. Insomma il ricatto di Grillo è semplice: o si vota lui, o si andrà incontro a brutte cose. Ormai il guitto sta per togliere definitivamente la maschera. Una cosa però è certa, abbia rispetto Grillo di chi da sempre, coerentemente e senza mai ricevere un soldo, combatte contro quel sistema che lui finge di voler abbattere, e che invece, consapevolmente o non, sta contribuendo a tenere su.

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  1. Antonio Di Ninno

    “Mi sono convinto che anche quando tutto è perduto bisogna mettersi tranquillamente all’opera ricominciando dall’inizio”
    Antonio Gramsci – lettera del 12 settembre 1927
    ———————————————————–
    Lettera aperta alla comunità di Lacedonia e all’ Irpinia
    La costruzione di un Partito comunista di massa che vada oltre il 2012 è un’impresa ardua ma non impossibile. La società futura non può e non deve essere quella imposta dal modello imperialista del capitale.
    La globalizzazione del mercato, della finanza e dei problemi del pianeta non devono fermare la voglia e la volontà dei comunisti di lottare, affinché il percorso dell’umanità non si fermi al primo bivio ma continui la lotta per migliorare la propria esistenza.
    Compagne e Compagni vi assicuro che non è facile. Non è prevista la rifondazione di un partito comunista in un mondo a capitalismo avanzato ed internazionalizzato, che fa dello sfruttamento del pianeta e delle sue risorse umane e materiali il suo credo.
    La battaglia che ci vede impegnati in Italia ed in Europa insieme ad altre forze comuniste, socialiste ed ambientaliste è di lunga lena. Il contributo dei comunisti italiani è stato ed è determinante a tale scopo.
    La partecipazione di oltre 40.000 persone alla manifestazione del 12 maggio a Roma, indetta dalla federazione della sinistra, ci dice di continuare, di non perdere la speranza e di trasformare quest’ultima in prospettive per il futuro. Fissare oggi alcuni traguardi in Italia è importante, intravedere la possibilità di cambiamento è fondamentale per le future generazioni.
    Molte sono le battaglie che attendono i comunisti fuori dal Parlamento, e dal Consiglio Comunale di Lacedonia. L’Italia è una repubblica democratica fondata sul lavoro, dove la partecipazione dei cittadini si esplica attraverso le proprie organizzazioni sociali (partiti, sindacati, associazioni, ecc.), invece ci propongono per il futuro una repubblica federale fondata sul mercato, nonché su una democrazia autoritaria con legge proporzionale e sbarramento al 4% che ha già significato tenere la sinistra, ed in particolare il PRC, fuori dal parlamento ma anche a livello locale dal Consiglio Comunale qui a Lacedonia.
    Ma questo non significa che i Comunisti sono scomparsi. Esistono ancora: ovunque c’è uno sfruttato c’è un comunista che lo difende!
    Non vi sembra assurdo conciliare autoritarismo e democrazia?
    Compagne e compagni, cittadini, giovani di Lacedonia, sono molti i temi all’ordine del giorno: l’energia eolica, l’energia solare e il passaggio di un elettrodotto di 380mila volt vedono impegnati tutti i cittadini, insieme ai movimenti, nel futuro prossimo. Solo se riusciamo a resistere in questa fase difficile, sarà possibile prospettare un futuro migliore per le popolazioni di queste terre così martoriate, non solo dall’emigrazione giovanile, ma anche dall’arroganza del potere nazionale e locale.
    Il tempo ci dice di continuare, di non mollare, di andare avanti e non fermarsi.
    E’ necessario riprendere la lotta, uscire dal torpore determinato dalla sconfitta.
    Il ruolo dei comunisti a livello locale, provinciale e nazionale, è stato sconfitto anche per colpa nostra . Adesso dobbiamo proseguire più determinati nel nostro cammino. Pertanto, compagne e compagni aiutateci a costruire una nuova elaborazione che guardi al futuro ed ai nuovi bisogni, a costruire una nuova classe dirigente “giovane e fresca” che si misuri con i nuovi problemi della globalizzazione delle idee e del mercato che affronta una crisi, non solo ideale, ma anche economica. Dobbiamo uscire da questa crisi guardando avanti. So Che è difficile, ma la questione del conflitto CAPITALE-LAVORO è ancora all’ordine del giorno.
    Mentre Monti, con la collaborazione dell’Alfano Bersani Casini, tutelava i Banchieri corrotti ed i manager, noi suggerivamo che bisognava tassare le rendite finanziarie.
    Oggi, nella situazione dell’Italia, non si può abiurare, ma occorre invece valorizzare gli ideali dell’uguaglianza, del lavoro e dell’ambiente. Al posto di finanziare le banche, dovrebbero introdurre il reddito minimo garantito. Invece, oggi non ci soldi per i precari, per gli esodati e per chi perde il lavoro, ma si salvano i supermanager.
    I cittadini e i giovani/ di Lacedonia sono presi dalla rassegnazione.
    Nel periodo tra il 1977 e il 1981 facevamo lo sciopero a rovescio: prima si lavorava e poi si occupava . Fu allora che 77 braccianti/e furono assunti dalla Comunità Montana Alta Irpinia, fu allora che durante una manifestazione a Napoli subimmo le cariche della polizia.
    Adesso si va avanti con le raccomandazioni e con i contributi alle imprese.
    Perché non si fa un bando pubblico per le imprese che vogliono assumere?
    Perché il sindaco non convoca un’assemblea sull’elettrodotto a 380 mila volt che attraversa il territorio di Lacedonia?
    L’amministrazione di Lacedonia è del “sì e non ti preoccupare”. Il 15 gennaio ed il 27 marzo 2012 ho presentato delle lettere del tavolo della pace ma non ci sono state risposte. Il centro storico è letteralmente abbandonato, le strade sono tutte da sistemare, anziché rifare piazza De Sanctis ex novo, sarebbe più opportuno fare un piano di recupero del centro storico e riprendere, semmai, un vecchio progetto di quando ero assessore ai lavori nel 1983/1988.
    Pertanto, invito tutti i cittadini, i giovani e i compagni/e a superare questa fase difficile e a riprendere le iniziative politiche. I nostri circoli sono a fianco al comitato e ai cittadini, affinché ricominci un nuovo cammino che non ci faccia perdere la speranza.
    Su la testa!Non togliamoci la coppola e il cappello davanti al potere dei padroni, come diceva Di Vittorio.
    Compagni e Compagne, il lavoro che ci attende è di lunga lena, con voi possiamo farcela.
    Lacedonia, 22 maggio 2012
    Antonio Di Ninno
    Segretario del circolo prc – fds
    di Lacedonia

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