Grillo e Farage, "dimmi i tuoi amici e ti dirò chi sei"Tribuno del Popolo
martedì , 12 dicembre 2017
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Grillo e Farage, “dimmi i tuoi amici e ti dirò chi sei”

Beppe Grillo qualche giorno fa si è incontrato con Nigel Farage, leader dell’Ukip, partito di estrema destra britannico antieuropeista e ostile all’immigrazione. L’incontro si sarebbe concluso tra complimenti e ammirazione reciproca. 

Il Movimento Cinque Stelle, ci hanno raccontato, non è di destra nè di sinistra bensì “è oltre”. Lo aveva dichiarato lo stesso Beppe Grillo confermando quindi la de-ideologizzazione ormai totale della politica italiana ed europea. La destra però evidentemente piace un pò di più dal momento che proprio Grillo ha incontrato il leader dell’Ukip britannico, quel Nigel Farage che si è connotato come l’astro nascente dell’estrema destra inglese portando avanti politiche No Euro e contro l’immigrazione, una sorta di Lega Nord British.  L’Ukip infatti ha fatto della lotta all’immigrazione il suo cavallo di battaglia utilizzando a piene mani il populismo. Basti pensare che a Sheffield, una delle città inglesi più colpite dalla crisi economica, l’Ukip ha attaccato manifesti che utilizzavano lo spauracchio dei migranti colpevolizzando quasi gli europei in cerca di lavoro mettendoli in competizione con i cittadini britannici, che fa comodo far pensare sotto assedio in modo da intercettarne la rabbia e il consenso. Secondo l’Espresso alla fine dell’incontro Grillo e Farage si sarebbero scambiati complimenti e ammirazione reciproca “per il lavoro e lo stile delle campagne elettorali“. Come mai Grillo ha voluto incontrare proprio il leader dell’estrema destra britannica, peraltro senza consultare i cittadini con la rete? Cosa c’entra Nigel Farage con l’eredità invocata di Berlinguer? Nulla dal momento che l’Ukip è un partito liberista in campo economico, nuclearista e favorevole alle privatizzazioni totali anche dei cosiddetti beni comuni. Insomma un partito di estrema destra tanto in economia quanto nella concezione di diritti e ambiente, un partito che sembra avere paragoni nostrani solamente con la Lega Nord di Salvini, basti vedere i manifesti pubblicati nel 2013: “I nostri valori tradizionali sono stati seppelliti. Ai bambini viene insegnato a vergognarsi del nostro passato. Il multiculturalismo ha diviso la nostra società. Il politically correct sta soffocando la libertà di parola“. Ma non basta, nel 2012 sempre l’Ukip proponeva l’abrogazione dello Human Rights Act (la Convenzione Europea per i diritti umani), e questo per provare a porre fine “alla spavalderia dei criminali pregiudicati e degli immigranti illegali“. Su Farage inoltre pesano accuse di razzismo per aver affermato di non volere un vicino di casa rumeno. Insomma il razzismo paga, anzi è diventato una vera e propria macchina di voti, più le spari grosse più si raccolgono consensi e Farage ha capito la lezione molto bene al punto che al posto che prendersela con i “soliti” extracomunitari ha pensato bene di coinvolgere con la retorica anti-immigrazione anche i migranti provenienti dall’Ue. La labourista Barbara Roche in questo senso è stata chiara contro l’Ukip: “Usa le stesse pratiche e le stesse retoriche dei partiti apertamente razzisti ma invece che indirizzarle contro immigrati dall’Asia o dall’Africa, le indirizza verso gli europei“. Accuse confermate anche da Alan Sked, fondatore dell’Ukip dunque non certo uomo di sinistra: “Lascio il partito. Sotto la guida di Farage è diventato troppo razzista“.  Tralasciando cosa pensa l’Ukip dell’omosessualità e la sua concezione sessista della società, l’Ukip ha posizioni a dir poco agghiaccianti anche sulla disabilità. Come riportato dall’Espresso infatti, il candidato dell’Ukip Geoffrey Clark avrebbe dichiarato dei bambini disabili che “Dovrebbero essere tutti abortiti“. Almeno lui fortunatamente è stato sospeso dallo stesso partito. Insomma il razzismo e la destra sono di moda. Capito Beppe?

C.B.

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