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mercoledì , 29 marzo 2017
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Grillo e il “Plotone di esecuzione”

Tra complotti e sindrome di accerchiamento ecco le ultime riflessioni del comico genovese sulla situazione politica italiana. Grillo sul suo blog usa come al solito vocaboli battaglieri, e accusa partiti e giornalisti di perpetrare un “complotto” ai suoi danni.

Viviamo tempi interessanti. Siamo arrivati alla resa dei conti, al collasso economico e sociale di una Nazione“, parola di Beppe Grillo che ha affidato tale sfogo al suo blog in un articolo dal titolo “Plotone di Esecuzione“. Grillo ha pensato bene di mettere le mani avanti e ha cominciato il gioco del vittimismo, un gioco che spesso in questo Paese rende, eccome. “Si attacca sempre con ferocia, come insegna la Storia, chi vuole il cambiamento e denuncia l’insostenibilità di un Regime“, ha continuato, sicuro che i suoi grillini siano i rivoluzionari del XXI secolo. Ma ora viene il bello: “Direttori di giornali, partiti, istituzioni, lobby sono schierati come un plotone di esecuzione per abbattere il MoVimento 5 Stelle. Lo fanno ormai senza pudore, alla dove cojo cojo. Non ci sono giornali buoni, non ci sono partiti buoni, non ci sono lobby oneste. Distorcono le notizie, insultano, propongono sondaggi farlocchi, cercano ogni giorno il pelo nel buco del culo degli attivisti e dei consiglieri del M5S, del blog, dello staff, di Beppe Grillo“. A questo punto la domanda sorge spontanea, ma avete visto anche voi questo enorme complotto di massa contro il Movimento 5 Stelle? A me sinceramente è sembrato l’esatto contrario, ovvero che media, giornali, trasmissioni, abbiano cominciato a dare a Grillo e al suo movimento tutto lo spazio di questo mondo, al punto da far persino discutere analisti e addetti ai lavori della possibilità che nel 2013 Grillo possa imitare lo stesso percorso cominciato da Silvio Berlusconi nel 1994. I sondaggi danno Grillo e il suo partito in ascesa, e non mi sembra che ci sia un movimento occulto che brucia la terra sotto i piedi al M5S. Ma il delirio di Grillo non era certo finito qui: “E’ uno sport nazionale al quale non si sottrae più nessuno: prima li diffami, poi li isoli, poi li annulli. Un gioco praticato dal dopoguerra che non ha mai fatto prigionieri e ha lasciato dietro di sé un’autostrada di sangue. Oggi, anche se il gioco riuscisse, il baratro attende comunque questi sciagurati che attaccano come dei cani rabbiosi chiunque li metta in discussione, invece di affrontare la catastrofe ormai alle porte riconoscendo i loro errori e togliendosi dai coglioni“. Per analizzare questo ultimo estratto mi soffermerei invece sui toni scelti dal comico genovese, toni più da Ventennio che da Repubblica delle Banane. Grillo non esita a utilizzare un linguaggio aggressivo: “cani rabbiosi“, “togliersi dai coglioni“, insomma ha sciorinato tutto il repertorio del populista del XXI secolo, un ruolo che riesce a recitare in modo magistrale, con noi tutti come spettatori passivi. “Dopo la vittoria di Parma il vento è cambiato. Un vento di scirocco, umido, oleoso, pesante è penetrato nelle segreterie dei partiti, nelle direzioni dei giornali, nei consigli di amministrazione dei concessionari di Stato, nei salotti delle banche. Da qui alle prossime elezioni la parola d’ordine è la distruzione con qualunque mezzo, in ogni modo del M5S, anche con una legge elettorale su misura che lo escluda dal Parlamento“, ha scritto ancora il comico genovese sul suo blog. Ma come, escludere dal Parlamento? ma il Movimento 5 Stelle non è al 16% secondo i sondaggi di Mentana in diretta tv su La7? Grillo però non ce l’ha fatta a terminare il suo pensiero senza aggiungere un’altra delle sue minacce: “Il Paese sprofonda, ma da Bersani a Berlusconi, dal Corriere della Sera alla Repubblica, il problema dei problemi è il M5S. Non sanno cosa li aspetta, o forse lo sanno troppo bene. Ci vediamo in Parlamento. Sarà un piacere“. Se questo è il “Grillo-pensiero”, signori cari, il futuro che aspetta questo Paese ci fa quasi più paura del presente. Il comico genovese è bravo a intorpidire le acque, a utilizzare toni da battaglia, ma quando parla di complotti anti 5 Stelle forse, dovrebbe perlomeno inserire il cervello. Quando parla di politica inoltre, qualcuno dovrebbe spiegargli che si amministra e si governa un Paese mediando e trovando le soluzioni a un Paese, soluzioni che Grillo non ha alcun interesse a trovare dato che si limita per il momento a provocare e ad accusare in modo superficiale e gretto. Beppe Grillo, il “nuovo che avanza”, l’uomo per cui “destra e sinistra” in questo Paese sono uguali, come a dire che la latta e l’oro sono la stessa cosa. Mala tempora currunt, Beppe, vorresti essere un personaggio come Di Vittorio, Berlinguer, ma loro erano di tutta altra pasta, e soprattutto, loro erano di sinistra. Per questo, la prossima volta che offenderai i militanti dei partiti dicendo che sono dei poveretti vittime di vuote illusioni, pensa che tu sei milionario e hai utilizzato il tuo personaggio, i tuoi soldi e la Casaleggio per creare un partito, mentre ci sono centinaia di ragazzi che fanno politica per “ideali”, una parola per te vuota, priva di significato, ma che non siete ancora riusciti a estirpare del tutto. Insomma, quando parli di complotti per evitare la “Rivoluzione“, forse dovresti ripassarla un pò meglio la storia di questo paese, e ricordarti quando i complotti, quelli veri, avvenivano davvero; quando venivano messe le bombe nelle stazioni, e venivano rapiti i politici. Ma tu, allora, da che parte stavi Beppe?

 

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