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martedì , 24 ottobre 2017
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Grillo e il populismo che sbanda a destra

Il comico genovese continua le sue uscite a gamba tesa contro tutto e tutti vestendo il ruolo di outsider che vorrebbe tentare l’assalto al Palazzo del potere contando sulla rabbia e sulla disillusione degli italiani. A ben guardare però, sembra un film già visto…

 

Siamo ormai abituati alle uscite quotidiane di Beppe Grillo, autore di entrate a gamba tesa dissacranti e poco edificanti contro tutto e tutti. Una sorta di campione nostrano di moderno populismo, un populismo che, lo abbiamo già detto, è pericoloso e rischia di sbandare a destra, con tutto ciò che ne consegue. Grillo del resto ha già calato la maschera qualche tempo fa quando ha detto di essere assolutamente contrario a dare la cittadinanza agli stranieri, posizione la sua del tutto in consonanza con quella sull’argomento della Lega Nord. Grillo però non se ne cura e va avanti, ben consapevole che spazzare via la politica serve a sparigliare le carte in vista dell’arrivo di un uomo forte, presumibilmente lui. Fin quando era solo un comico si poteva anche passare sopra alcune sue uscite davvero poco intelligenti, ora che però Grillo si è messo a fare il politico, è impossibile lasciar passare. Così come è impossibile dimenticare quando Grillo nel 2008 affermava che l’Aids non esiste, e che Rita Levi Montalcini era una “vecchia puttana”. Aggressioni verbali che ricordano da vicino gli attacchi squadristi che venivano lanciati negli anni Venti contro le figure che si opponevano al nuovo spirito fascista dell’epoca. Del resto lo spirito di corpo che si è creato all’interno del Movimento 5 Stelle intorno al suo leader, Grillo, per certi versi fa paura. Sui forum di internet basta scrivere due parole in croce contro il comico genovese che si viene subito investiti di offese rabbiose da parte dei suoi manganellatori telematici. Grillo è l’uomo scelto per azzerare la classe politica, ritenuta la quintessenza di ogni italico male, e poco importa se Grillo non è quello che dice di essere, potrebbe comunque svolgere il ruolo di strumento. Peccato che Grillo non si limiterebbe poi a ritirarsi a vita privata, la sua ambizione è ben altra, sostituire se stesso alla classe politica, una sorta di novello Dux che si è autoeletto rappresentante del popolo italiano, e tutti quelli che non sono “con lui”, sono matematicamente “contro di lui”. Si è tradito ancora una volta però Grillo: quando annunciava l’intenzione di inaugurare nuovi referendum popolari, davanti alle telecamere il comico genovese si è fatto scappare un “Italianiii” di mussoliniana memoria. Era una battuta forse, buttata lì per far sorridere i presenti, ma a noi ha fatto gelare il sangue nelle vene.  Capiamo perfettamente che fare il Dux di una nazione possa essere allettante, però Grillo dovrebbe anche ricordarsi come è finita, e forse un pò di entusiasmo potrebbe venirgli meno.

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