Grillo e l'avanzata inesorabile dell'antipolitica | Tribuno del PopoloTribuno del Popolo
lunedì , 27 marzo 2017
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Grillo e l’avanzata inesorabile dell’antipolitica

Continua lo “Tsunami Tour” di Beppe Grillo in giro per l’Italia. Questa volta il comico genovese ha dato spettacolo a Milano, nella centralissima Piazza Duomo, poi sarà il turno di piazza San Giovanni a Roma. Una nuova “Marcia su Roma”, quella dei grillini, che porta avanti la preoccupante marea montante dell’antipolitica.

ROSTA (TO): BEPPE GRILLO A SOSTEGNO DEL CANDIDATO SINDACO DIMITRI DE VITA

Sta riempiendo le piazze di mezza Italia Beppe Grillo, con il suo Tsunami Tour. Ha l’energia di un ragazzino il vecchio genovese, e soprattutto conosce i suoi “polli”, gli italiani. Si presenta come l’unica novità del panorama politico, ricorda come il Movimento Cinque Stelle sia nato dal nulla (è poi vero?), e soprattutto annuncia di voler rovesciare da capo a piedi il Parlamento. Dichiarare che fanno tutti schifo e che bisogna spazzarli via, è da sempre la cosa più facile, lo fu per il fascismo degli anni Venti, lo è oggi, quando di fronte alla deriva di una democrazia marcia fino al midollo basta annunciare una rivoluzione contro la politica per trovare consensi. Così Grillo sbraitando, annunciando rivoluzioni, dice a ciascuno quello che vorrebbe sentirsi dire, del resto è facile senza assumersi impegni precisi, difficile sbagliare se ci si limita a protestare. E di fronte all’eventualità di un successo incredibile in Parlamento del Movimento, lo stesso Grillo ammette che forse, non sono ancora pronti i suoi ragazzi per guidare un Paese. “Il mio grido è arrendetevi, siete circondati dal popolo italiano. E’ un sogno che stiamo condividendo, questo non è un comizio, è uno scambio di affetto che non c’è mai stato in Italia. Io giro con un camper che mi hanno prestato. Se ne de devono andare, se ne vadano finché sono in tempo”: sbraita il comico genovese, che ci ha abituato al suo populismo massificante, incapace di distinguere il grigio dal nero. Del resto come aspettarsi qualcosa di diverso da un personaggio secondo cui destra e sinistra, fascismo e antifascismo sono due categorie superate. I suoi attacchi continui e reiterati contro i sindacati poi, hanno l’acre sapore dell’attacco alla democrazia, lo stesso sapore che si sarà sentito quando le squadracce fasciste attaccavano le Case del Popolo. E non poteva mancare l’annuncio finale: “Questo Paese lo cambiamo in due anni“, subito rinfocolato da uno scatenato Dario Fo, che ha voluto spronare i grillini a continuare con il loro “ribaltone”. Ma quando i ribaltoni vengono fatti solo per protesta fine a se stessa, ecco che a essere favoriti sono sempre gli stessi, quegli stessi che si voleva ribaltare. Il populismo e le facili soluzioni propugnate da Grillo e soci più che a risolvere i problemi servono a incanalare le proteste popolari per il Parlamento. A che fine? Bhe, secondo noi dietro la destabilizzazione della politica c’è sempre la destra, quella stessa destra verso cui Grillo ha mostrato, se non di ammiccare, di guardare senza acrimonia. E questo nel Paese del Duce e dei neofascisti è già di per sè preoccupante.

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