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lunedì , 27 marzo 2017
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Grillo e le purghe, il nuovo che sa di vecchio

Il Movimento 5 Stelle dovrebbe rappresentare, a detta loro almeno, il futuro,il nuovo della politica. A giudicare però dal modus operandi di Grillo e soci sembra che di nuovo ci sia ben poco, almeno per quanto riguarda la gestione del dissenso.

Beppe Grillo non è nè di sinistra nè di destra, è oltre, come più volte lui e i suoi fan hanno urlato di fronte alle telecamere. A giudicare però dal suo modus operandi, sopratutto per quel che riguarda la gestione del dissenso interno al partito, sembra che Grillo non sia poi così diverso da modelli che abbiamo già avuto modo di esperire. Stiamo parlando delle “purghe” grilline, l’ultima delle quali ha colpito il consigliere regionale piemontese Fabrizio Biolè, allontanato dal partito direttamente da Grillo grazie a una raccomandata del suo avvocato, Michelangelo Montefusco: “Le comunico la decisione del signor Grillo di revocare l’autorizzazione all’utilizzo da parte Sua del nome e del marchio del Movimento 5 Stelle di cui egli è esclusivo titolare”. Motivo? Semplice, Biolè sarebbe incandidabile per aver ricoperto cariche elettive in precedenti occasioni. Biolè effettivamente è stato consigliere comunale in quel di Gaiola, piccolo paese di 500 anime nel cuneese, una notizia che Biolè non ha mai cercato di nascondere, come peraltro lo stesso Biolè ha reso noto allo Spiffero. Biolè anzi aveva inserito anche nel suo curriculum gli incarichi precedentemente svolti, segno che di certo non voleva fare il “furbo”. Come mia Beppe Grillo però sembra essersene accorto solamente ora?

Facile che dietro questa lite ci sia in realtà il conflitto tra Grillo e Davide Bono, capogruppo a Palazzo Lascaris, e soprattutto la presa di distanza da parte di Biolè riguardo alla battuta di Grillo sul punto G televisivo. In quell’occasione si erano schierati a difesa del comico le donne del Movimento 5 Stelle piemontese, con la consigliera comunale Chiara Appendino in prima fila. Sembra chiaro che Grillo sapesse perfettamente che Biolè aveva ricoperto incarichi politici, e che abbia scelto di usarli contro di lui solo dopo che ha preso le difese della Salsi. Insomma nuovi solo a parole, il Movimento sembra essere particolarmente affascinato dalla vecchia gestione del dissenso..

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