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sabato , 21 ottobre 2017
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Grillo, la democrazia e il consenso popolare

Qualcuno fa notare che, per essere visto così male da tanti, a Grillo viene dedicato davvero tanto spazio su giornali e notiziari, e forse è vero.

Il motivo di tanto spazio sono le trovate di Grillo, apparentemente dannose per il suo non-partito, ma che lo continuano a mantenere tra gli argomenti più gettonati quando si parla di politica. Tutto questo parlare di burocrazia intanto, tiene ben lontano il M5S dalla responsabilità che, a questo punto, dovrebbe prendersi, vale a dire cominciare «a far politica» sul serio, e «politica» non è quella brutta parola che spesso i «portavoci del movimento» scambiano con «senso civico», perchè sapere come una determinata cosa va fatta è ben diverso dal semplice interesse che si può avere per quella determinata cosa.

Tutto ciò, probabilmente, è una delle cause dell’ oggettivo spopolamento del M5S, anche tra chi di politica non se n’era mai occupato, ma soprattutto tra l’elettorato del centro-destra ormai a pezzi, proprio quel centro-destra (qui il paradosso) che Grillo ha sempre preso di mira durante i suoi show, il cui elettorato ora si trova proprio a fianco dell’ (ex) comico.

Grillo motiva il suo successo affermando che i suoi elettori sono tutti quelle persone stanche della vecchia politica e dei partiti (di cui continua a parlare nonostante li reputi morti), che finalmente hanno modo di autoeleggersi a ricomprire incarichi pubblici. Dimentica che già di per sè la democrazia dovrebbe funzionare così, e lui, in ogni caso, non sta inventando nulla di nuovo. Ma non si parli di democrazia con Grillo, visto che ha ampiamente dimostrato come lui ha intenzione di trattare il dissenso, espellendo dal M5S ogni persona che ha provato a uscire dallo schema da Grillo imposto e mai discusso con nessuno.

Certo, come già detto, è un dato oggettivo l’incredibile successo nelle ultime tornate elettorali del M5S, simbolo dunque di un consenso popolare in continua crescita, ma, d’altronde, da un paese che è stato governato con consenso da personalità politiche come Mussolini, Andreotti, Craxi e Berlusconi, pare non ci si possa aspettare di meglio.

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A.Assorgia

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