Grillo. L'apertura ai "fascisti del terzo millennio" spacca il partito | Tribuno del PopoloTribuno del Popolo
sabato , 25 marzo 2017
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Grillo. L’apertura ai “fascisti del terzo millennio” spacca il partito

Dopo il terribile autogol di Beppe Grillo, che ha aperto ai “fascisti del terzo millennio”, il comico genovese è alle prese con i mal di pancia della base del Movimento 5 Stelle.

ROSTA (TO): BEPPE GRILLO A SOSTEGNO DEL CANDIDATO SINDACO DIMITRI DE VITA

Per Grillo l’antifascismo non è importante e la porta per i fascisti del Terzo Millennio è stata lasciata aperta, scatenando un vespaio di polemiche, sacrosante, contro il suo movimento politico. Strafottente come suo solito Grillo ha poi sfidato lo Stato e le istituzioni ammonendo che se non dovesse essere tolto il simbolo civetta del M5S, qualcuno se ne “assumerà le conseguenze”. Grillo ha sempre dato per scontato però che il suo partito fosse allineato senza discussioni sulle sue decisioni, ma questa volta con l’apertura ai fascisti del terzo millennio ha fatto il passo più lungo della gamba. I grillini emiliani infatti, che ritengono evidentemente l’antifascismo un valore imprescindibile, si sono letteralmente rivoltati contro Grillo, candidati al Parlamento compresi. E’ il caso di Michela Montevecchi, capolista al Senato del Movimento, che su Facebook ha commentato in questo modo l’uscita dissennata del proprio leader: “Le idee espresse a proposito dell’antifascismo e del fatto che Di Stefano sembrasse un delegato del movimento 5 stelle non mi rappresentano nel modo più assoluto e perciò le reputo fatte a titolo personale”. Un pò poco diciamo noi, chi è davvero antifascista non dovrebbe tollerare di avere un leader politico che non condivide l’antifascismo come valore, ma tant’è.

#NotInMyName è lo slogan che è stato inventato dalla consigliera di quartiere Federica Cuppini, e anche da Carpi il capogruppo Lorenzo Paluan, sostenuto da Rifondazione Comunista, si è dimesso dal partito di Grillo per protesta. La Cuppini ha così commentato l’apertura di Grillo ai fascisti di Casa Pound: “Io con CasaPound non ci sto. Stavolta proprio non ci siamo: i temi e le battaglie sono importanti, ma altrettanto importanti sono i valori, le motivazioni e soprattutto i metodi”.Grillo venerdì aveva detto testualmente: “Anche se uno è di CasaPound ma ha i requisiti da noi previsti io lo candido. Io lo candido“, per questo la Montevecchi ha voluto ribattere, Costituzione alla mano: “Con l’articolo XII delle disposizioni transitorie e finali è vietata la riorganizzazione del disciolto partito fascista. Cosa ci faceva CasaPound davanti al Viminale per depositare il simbolo?“. Ma la rivolta contro il comico genovese è profonda, e anche Nunzio Diana, consigliere dei 5 Stelle a Castenaso, ha attaccato: “Ma se Grillo iniziasse a stare un po’ zitto?”.

Noi del Tribuno sosteniamo da mesi che la deriva presa da Grillo sbanda pericolosamente a destra, ma siamo rimasti inascoltati. Grillo ha scimmiottato letteralmente il Duce nelle sue ultime esternazioni, dallo Stretto di Messina attraversato a nuoto, fino alle dichiarazioni di minacce contro lo Stato e il Parlamento: “Apriremo il Parlamento come una scatola di tonno”. Per non parlare poi delle posizioni sempre di Grillo nei confronti degli extracomunitari….Ora però sembrano accorgersene in tanti, meglio tardi che mai verrebbe da dire. Francesco Moretti, consigliere del Navile, si è spinto persino oltre: “Se è vero che il M5S non è fascista e il tempo delle ideologie è finito non vedo perché accogliere senza distinguo chi si definisce apertamente fascista del terzo millennio“. Ancora più grottesca poi la posizione di Franscesco Moretti, riportata da la Repubblica.it, “Nel movimento ognuno parla a titolo personale, Grillo compreso”. Un partito politico dove ognuno parla per sè?

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