Grillo-Lega Nord, convergenze pericoloseTribuno del Popolo
sabato , 25 marzo 2017
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Grillo-Lega Nord, convergenze pericolose

Beppe Grillo, forse a caccia di nuovi voti a destra, ha scritto qualche giorno fa sul suo blog un articolo nel quale ha definito l’Italia “un’arlecchinata di popoli, lingue e tradizioni che non ha più ragione di stare insieme”. Insomma un’apertura alle posizioni del Carroccio, convergenze pericolose basate sulle solite fandonie contro l’Unità d’Italia.

Non siamo particolarmente nazionalisti, anzi nemmeno un pò, tuttavia quando sentiamo la nostra povera Italia venire attaccata da personaggi come Bossi e Salvini non abbiamo dubbi, e quel povero macilento tricolore ci appare luminoso come mai prima. Forse pochi sanno che l’Italia, che  tra i leghisti è di moda dipingere come uno Stato imposto e costruito dall’alto ma privo di un substrato culturale comune, in realtà è il primo “Stato” a essere stato concepito dagli stessi romani, anche se questa realtà viene sottaciuta in modo perlomeno singolare. L’Italia infatti costituiva il territorio di Roma, ager romanus, e in quanto tale non era considerata una provincia. Durante il principato di Augusto, l’Italia venne persino divisa al suo interno in undici Regiones, ponendo quindi le basi per le nostre moderne regioni. Fatto che evidentemente Grillo e Salvini ignorano, gli abitanti della penisola vennero considerati tutti cittadini romani e in quanto tali non pagavano l’imposta fondiaria  (ius italicum), tale imposta era riservata ai cittadini dei territori provinciali, territori considerati proprietà del popolo romano, una proprietà che andava riconosciuta attraverso il pagamento dell’imposta fondiaria. Notare che quindi i romani furono i primi a considerare una entità unica il territorio oggi noto come Italia, che va dalle Alpi a Nord, alla Sicilia a Sud, prima quindi di Francia, Spagna e Germania. Questo nel secolo XIX  e XVIII lo sapevano bene coloro che hanno lottato per ottenere la riunificazione dell’Italia, una “riunificazione” appunto che presumeva quindi che un tempo l’Italia fosse unita.

Questo piccolo excursus ci serviva per mostrare la totale infondatezza delle teorie della Lega Nord che si rifanno addirittura a un grottesco retaggio celtico, quello si che non ha nulla a che vedere con la storia dei territori su cui hanno inventato il concetto di “Padania”. La Lega Nord però la conosciamo e non valeva nemmeno più tanto la pena parlarne, peccato che ora anche Beppe Grillo abbia deciso di marciare sul populismo antiunitario, e lo ha fatto nel suo consueto modo, sparandole grosse: “L’Italia, un’arlecchinata di popoli, lingue e tradizioni che non ha più alcuna ragione di stare insieme“. Ha esultato ovviamente il segretario del Carroccio Matteo Salvini, che si è subito preoccupato che Grillo volesse inseguire la Lega Nord sul suo terreno. La proposta di Grillo è poi è addirittura delirante, ovvero dividere il nostro Paese in macroregioni. Non solo, il leader del Movimento Cinque Stelle si è improvvisato anche esperto di storia: “Quella iniziata nel 1861, è una storia brutale, la cui memoria non ci porta a gonfiare il petto, ma ad abbassare la testa. Percorsa da atti terroristici inauditi per una democrazia assistiti premurosamente dai servizi deviati (?) dello Stato. Quale Stato? La parola ‘Stato’ di fronte alla quale ci si alzava in piedi e si salutava la bandiera è diventata un ignobile raccoglitore di interessi privati gestito dalle maitresse dei partiti. E se domani, i Veneti, i Friulani, i Triestini, i Siciliani, i Sardi, i Lombardi non sentissero più alcuna necessità di rimanere all’interno di un incubo dove la democrazia è scomparsa, un signore di novant’anni decide le sorti della Nazione e un imbarazzante venditore pentole si atteggia a presidente del Consiglio, massacrata di tasse, di burocrazia che ti spinge a fuggire all’estero o a suicidarti, senza sovranità monetaria, territoriale, fiscale, con le imprese che muoiono come mosche”, insomma una accozzaglia di luoghi comuni da bar che non tengono conto minimamente della complessità del reale dal momento che ogni Stato, appunto, non è mai “caduto dall’alto”, ma è l’esito di lunghi processi che finiscono per influire sulla creazione dello Stato stesso, che è anche, ovviamente, la fotografia dei rapporti tra le classi in quel Paese. Non solo per Grillo non è lo “Stato” in sè a essere criminale, ma solo quello italiano, mentre invece l’Austria, la Francia e la Svizzera sarebbero Stati rispettabili: “E se domani fosse troppo tardi? Se ci fosse un referendum per l’annessione della Lombardia alla Svizzera, dell’autonomia della Sardegna o del congiungimento della Valle d’Aosta e dell’Alto Adige alla Francia e all’Austria? Ci sarebbe un plebiscito per andarsene”. Insomma parole in libertà e poco importa se la storia e la realtà lo contraddicono, l’importante è cavalcare gli umori della folla, ovunque ti possano portare. Noi nonostante tutto siamo orgogliosi della nostra Italia e di essere italiani, e se anche oggi il nostro Paese è in rovina e governato da personaggi che riteniamo indegni di rappresentarlo, questo non vuol dire che allora non ci riconosciamo più nella cultura comune che unisce il nostro Paese. 

photo credit: <a href=”http://www.flickr.com/photos/checiap/2383788804/”>Checiàp</a> via <a href=”http://photopin.com”>photopin</a> <a href=”http://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/2.0/”>cc</a>

Gracchus Babeuf

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