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domenica , 24 settembre 2017
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Grillo. Non vanno bene nemmeno le Olimpiadi

Il comico genovese ha pensato di sparare a zero anche sulle Olimpiadi di Londra, considerate il “trionfo” nel nazionalismo. Ne ha per tutti, dagli sport minori fino alle medaglie olimpiche. 

Una vecchia regina che si lancia con il paracadute e un pugno di medaglie da appuntare sul petto della Patria”, ecco secondo Grillo che cosa rimarrà  dei Giochi Olimpici di Londra. E fin qui, sinceramente, mi sentirei anche di concordare con il comico genovese, che come di consueto ha scritto sul suo blog i suoi pensieri a ruota libera. Il leader del Movimento 5 Stelle ha pensato bene di sottolineare che alle Olimpiadi “non vincono gli atleti, ma le nazioni. È il trionfo del nazionalismo“. Insomma a Beppe Grillo le Olimpiadi proprio non piacciono, e non solo perchè tutto diventa spettacolo e business, anzi. Se la prende anche con gli sport minori, quelli che proprio grazie alle Olimpiadi ottengono finalmente qualche minuto di ribalta mondiale: “se tutto fa spettacolo, tutto fa Olimpiadi. All’elenco sterminato di sport olimpici mancano le freccette da bar, le bocce e il parcheggio cronometrato in retromarcia. Il bello di questa manifestazione è che tutte le nazioni del mondo possono avere il loro momento di gloria“. Cosa vuole dire con quest’ultima frase Grillo? Sembra quasi infastidito che tutte le nazioni del mondo possano uscire a testa alta, forse che per lui ve ne sono di indegne di un momento di gloria?. Ma non è finita qui, il delirio del comico genovese continua: “un bronzo nel beach volley assurge a festa nazionale. Non conosco, né ho ha mai conosciuto, nessuno che pratichi il fioretto o la spada in vita mia, però alle Olimpiadi sono orgoglioso se il mio Paese trionfa sulle pedane. Poi, per quattro anni, non me ne può fregare di meno“. E secondo Grillo non ci sarebbe nemmeno gioia per gli atleti vincenti una medaglia dal momento che “la medaglia d’oro la conquista il presidente della Repubblica, il telecomando in mano che dalla poltrona si precipita a congratularsi con l’atleta dandone ampia copertura a tutti i mezzi d’informazione. L’atleta, che una volta diceva alla mamma «Sono arrivato uno!», oggi si prepara a una carriera da parlamentare. Negli anni della Guerra Fredda, la Germania Est vinceva tutto, aveva atleti formidabili, costruiti in laboratorio, spesso dopati come dei cavalli. Negli anni della Grande Crisi è la Cina a vincere tutto. Il super nazionalismo ha bisogno di un super medagliere”. Ma non è nemmeno a digiuno di storia il leader dei 5 Stelle:”Le Olimpiadi sono una versione smisurata del Colosseo con circences che occupano tutti gli spazi dell’informazione. Un bromuro quotidiano sponsorizzato dalle multinazionali. Lo spirito di Olimpia, sotto il segno della Coca Cola, declassato dalla partecipazione di tennisti, calciatori, giocatori di pallacanestro, professionisti che guadagnano cifre immense, fuori dalla realtà della gente comune, che li applaude come semidei dell’antica Grecia. Atleti che sfilano prima delle gare con tricipiti e pettorali in mostra insieme agli slip griffati. Grida e pianti, buttati per terra, tarantolati per una stoccata o per un tiro, come se fosse morto o resuscitato cento volte il gatto di famiglia”. Insomma, a Grillo non piace niente, nemmeno le Olimpiadi. E devo dire che avremmo vissuto ugualmente anche senza saperlo.

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