Grillo rimbrotta: "Clandestinità non è nel programma"Tribuno del Popolo
mercoledì , 18 ottobre 2017
Ultime Notizie
Link Sponsorizzati:

Grillo rimbrotta i suoi portavoce: “Clandestinità non è nel programma”

Sul suo blog Beppe Grillo ha rimproverato i due portavoce senatori del Movimento 5 Stelle per aver fatto passare l’emendamento sull’abolizione del reato di clandestinità. Ha definito la loro posizione come “del tutto personale”.

Quando dicono che Beppe Grillo non convince perchè presenta troppi aspetti ambigui e di “destra” non dovete arrabbiarvi, è una reazione scontata alla luce delle azioni e delle parole da lui espresse in più di una occasione. L’ultima prodezza di Grillo riguarda l’emendamento sull’abolizione del reato di clandestinità, finalmente un’azione mirabile e positiva del Movimento Cinque Stelle, ma che non ha convinto il padre padrone che, come sappiamo, sull’immigrazione ha un’idea molto diversa. Così Grillo per tutta risposta ha pubblicato sul suo blog un comunicato nel quale sconfessa l’operato dei due portavoce: “Ieri è passato l’emendamento di due portavoce senatori del MoVimento 5 Stelle sull’abolizione del reato di clandestinità. La loro posizione espressa in Commissione Giustizia è del tutto personale. Non è stata discussa in assemblea con gli altri senatori del M5S, non faceva parte del Programma votato da otto milioni e mezzo di elettori, non è mai stata sottoposta ad alcuna verifica formale all’interno. Non siamo d’accordo sia nel metodo che nel merito“.

Eh sì perchè Grillo sugli immigrati va molto più d’accordo con la Lega Nord che non i suoi portavoce, e anche per questo ha voluto chiare la sua posizione in merito: “Il M5S non è nato per creare dei dottor Stranamore in Parlamento senza controllo. Se durante le elezioni politiche avessimo proposto l’abolizione del reato di clandestinità, presente in Paesi molto più civili del nostro, come la Francia, la Gran Bretagna e gli Stati Uniti, il M5S avrebbe ottenuto percentuali da prefisso telefonico”. Non è finita qui, Grillo ci spiega subito dopo che secondo lui sostituirsi all’opinione pubblica e alla volontà popolare non è l’intento del Movimento Cinque Stelle dal momento che Il M5S e i cittadini che ne fanno parte e che lo hanno votato sono un’unica entità“. Ma il vero volto di Grillo emerge dalle righe finali del suo comunicato: “Nel merito questo emendamento è un invito agli emigranti dell’Africa e del Medio Oriente a imbarcarsi per l’Italia. Il messaggio che riceveranno sarà da loro interpretato nel modo più semplice “La clandestinità non è più un reato“. Lampedusa è al collasso e l’Italia non sta tanto bene. Quanti clandestini siamo in grado di accogliere se un italiano su otto non ha i soldi per mangiare?“. Un vero e proprio delirio dal momento che vietare il reato di clandestinità non è assolutamente in relazione con il tentativo di migliaia di disperati di fuggire dalla fame e dalla guerra, cosa che farebbe comunque, con o senza il reato di clandestinità. Il punto dirimente è un altro, rinunciando all’intento di “educare” e quindi di portare avanti degli ideali e dei modelli culturali e politici, Grillo de facto ammette di essere pronto a portare avanti qualsiasi idea, se questa è un’idea del suo elettorato. Quindi in futuro non possiamo che augurarci che l’elettorato del Cinque Stelle non prenda derive razziste o totalitarie, in quel caso Grillo le porterebbe avanti senza fiatare, in quanto voluntas populi. Peccato che abbiamo già sentito qualcuno porsi come “Campione” del popolo, e sappiamo tutti come è finita.

photo credit: <a href=”http://www.flickr.com/photos/pasere/8087953680/”>pasere</a> via <a href=”http://photopin.com”>photopin</a> <a href=”http://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/2.0/”>cc</a>

VAI SULLA PAGINA FB DEL TRIBUNO

Link Sponsorizzati:

Commenti chiusi.

Link Sponsorizzati:
Scroll To Top