Grillo, Schulz e Stalin. Vi diciamo la nostra...Tribuno del Popolo
venerdì , 26 maggio 2017
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Grillo, Schulz e Stalin. Vi diciamo la nostra…

Ha fatto scalpore la frase del presidente del Parlamento Europeo che ha definito Grillo come “vento” alla stregua di Stalin e Chavez. Grillo ha risposto per le rime a Schulz ricordandogli che se non fosse per Stalin, oggi in Germania ci sarebbe il nazismo. Ecco cosa ne pensiamo noi:

Facciamo un breve passo indietro, torniamo a qualche giorno fa quando c’è stato un aspro botta e risposta tra Beppe Grillo e il presidente del parlamento Europeo Martin Schulz, peraltro anche colui che punta alla guida della Commissione Ue ”Grillo e’ vento. Non vedo la sostanza. Berlusconi ha una sostanza politica, su cui posso dare un giudizio. Grillo minaccia ammende ed espulsioni per i deputati che non votano come dice lui. L’ultimo a dire una cosa del genere  e’ stato Stalin. O forse Hugo Chavez. Se l’avesse detto in Germania, avrebbe dovuto temere l’intervento della magistratura. La liberta’ di mandato dei parlamentari e’ uno dei fondamentali della democrazia. Mi verrebbe da dire che Grillo e’ espressione di un totalitarismo moderno…“, ha detto Schulz, un attacco frontale e in piena regola che ha causato, comprensibilmente la reazione di Grillo che lo ha definito a caldo un kapò, citando in questo Silvio Brelusconi. Poi, poche ore fa, il leader del Movimento Cinque Stelle ha rilanciato: “Farei un appello a Schulz che mi ha paragonato a Stalin: innanzitutto è Stalin che ha vinto la guerra altrimenti ora avresti una svastica sulla fronte”.  Ora fermiamo tutto e cerchiamo di fare un pò di ordine. Innanzitutto noi siamo stati i primi ad aver attaccato Grillo per i suoi modi autoritari all’interno del Movimento Cinque Stelle, tuttavia il paragone di Schulz ci sembra infelice dal momento che la presa di distanze di Grillo da “destra” e “sinistra” e il suo ritenere “fascismo” e “antifascismo” elementi del passato ci ricorda più altri personaggi del XX secolo di estrema destra rispetto a Stalin e Chavez che, seppur autoritari, almeno portavano avanti un modello di società  e ideali ben preciso ed erano apertamente comunisti e di sinistra, tutt’altra cosa rispetto al Movimento Cinque Stelle che, per sua stessa ammissione, si ritiene “oltre” la destra e la sinistra. Quando però Grillo ricorda a Schulz che Stalin ha sconfitto Hitler e la Germania nazista dice il vero, ed è ancora più scandaloso che sia lui a dirlo mentre la cosiddetta “sinistra” occidentale ormai si vergogna anche solo a pronunciare il suo nome, dimenticando una cosa ovvia, ovvero che senza di lui probabilmente oggi il mondo parlerebbe tedesco ed esibirebbe svastiche e aquile imperiali ai bordi dei palazzi. Che Grillo lo abbia dunque detto per confondere le acque dal momento che in troppi lo accusano di essere slittato a destra? Possibile dal momento che molti cittadini italiani di “sinistra” hanno deciso di ritenere un avversario il Movimento Cinque Stelle per via del suo atteggiamento ambiguo nei confronti di temi come antifascismo e immigrazione. Magari i suoi spin doctors lo avranno consigliato di nominare la vittoria sul nazismo di Stalin per recuperare i voti di qualche comunista deluso dalla Lista Tsipras ( e come dargli torto), ma purtroppo non basta una singola frase a coprire anni di ambiguità, vedi il dialogo con Casa Pound etc. Semmai la vera riflessione dovrebbe scaturire dal battibecco Grillo-Shulz per mostrare la gravità della situazione. Troviamo effettivamente molto grave che Schulz nomini proprio Stalin come emblema di autoritarismo, lui che vive in Germania, la stessa Germania che ha invaso l’Urss provocando tra i 22 e i 27 milioni di morti. Come mai Schulz ha paragonato Grillo a Stalin e non a Mussolini? E soprattutto come mai è rimasto solo più Grillo a ricordare grazie a chi siamo liberi dal nazismo? 

photo credit: <a href=”http://www.flickr.com/photos/checiap/2383788804/”>Checiàp</a> via <a href=”http://photopin.com”>photopin</a> <a href=”http://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/2.0/”>cc</a>

Gracchus  Babeuf

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2 commenti

  1. va anche detto che poi molti compagni di base non condividono affatto l’antistalinismo manicheo che spesso viene imposto dall’alto.
    La stessa rifondazione iniziò a perdere sensibilmente pezzi e voti quando inserì nel suo statuto il dogma dell’antistalinismo.
    Insisto sulla parola dogma, in quanto frutto non di una discussione, più volte invocata da moltissime sensibilità del partito ed inserita persino all’interno delle stesse tesi di segreteria come emendamenti, ma figlia piuttosto dell’accettazione di numeri, dati e fonti (krushev e solgenyzin), ormai ritenute superate, politicamente strumentali e totalmente inaffidabili da un punto di vista della ricerca, persino da storici di destra come A. B. Ullam.
    tantissimi altri poi, sparsi nelle varie strutture accettarono il catechismo revisionista, senza mai condividerlo, solo per pura disciplina di partito e per il malriposto rispetto che nutrivano per i loro dirigenti.
    Queste cose le sappiamo, questi compagni li conosciamo, ci parliamo tutti i giorni.
    Se la sinistra vuole rinascere e rigenerarsi, deve cominciare a dire la verità ed accettare il dibattito interno e la sintesi tra tutte le sue sensibilità.
    insomma prima del revisionismo le cose non andavano così male, mentre la via percorsa negli ultimi 30 anni circa (anche se poi io faccio politica solo da 20), non mi sembra che ci abbia portato grandi risultati.
    REVISIONARE IL REVISIONISMO

    • l’antistalinismo e’ anticomunismo! poi chavez non era comunista semmai un socialista cristiano, bisogna seguire anche il partito comunista russo che ormai ha rivalutato la personalità di Stalin.

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