Grillo. Stregato lo stregone?Tribuno del Popolo
lunedì , 27 marzo 2017
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Grillo. Stregato lo stregone?

Beppe Grillo è stato accusato ieri dalla senatrice Adele Gambaro di essere il principale responsabile della deludente tornata elettorale del MoVimento alle amministrative. Dura la risposta del leader e di molti militanti che le hanno chiesto duramente di andarsene. Tuttavia tra i grillini aleggiano già le prime incertezze e la gestione delle varie correnti al loro interno ne è la prova principale.

Fonte: Oltremedianews

“È colpa dei suoi toni e dei suoi interventi se le nostre percentuali alle amministrative sono state così basse. Due comuni conquistati è una debacle totale. Il problema del MoVimento è Beppe Grillo, dovrebbe parlare di meno e osservare di più. Come può dire certe cose sul Parlamento (n.d.r. “è una scatola vuota, non serve a nulla”) se qui non lo abbiamo mai visto? In questo modo ci mette in cattiva luce”, sono queste le parole della senatrice Gambaro che hanno acceso i riflettori sulla faida interna al M5S. Nonostante l’affettato ottimismo di Vito Crimi, secondo cui passare da zero comuni a ben due sarebbe stato un buon risultato, è innegabile che il magro bottino delle amministrative deve indurre anche i più fedeli ad una riflessione.

E in effetti il Movimento 5 Stelle ha perso molta dell’attrattiva di cui godeva fino a qualche mese fa. La forza propulsiva scatenata dai comizi e dalle manifestazioni esuberanti di Grillo dello scorso inverno vede scemare ogni giorno i suoi effetti benefici, ma sembra che non tutti all’interno della base la pensino così. In risposta alle esternazioni della Gambaro, Grillo ha pubblicato sul suo celebre blog una ufficiale richiesta di dimissioni della parlamentare e ha indetto persino una sorta di “auto-referendum”, chiedendo al suo popolo cosa ne pensasse delle velenose parole dell’ormai ex grillina. Come per ogni buon trascinatore di folle che si rispetti, il popolo del web non ha esitato a dare la sua benedizione al comico genovese. Non si può dire lo stesso, anzi si constata l’esatto contrario, per la dissidente tacciata persino di essere stata corrotta dai partiti.

Nonostante dalla base abbiano prontamente ribadito la loro unità, c’è più di qualche segnale che fa rilevare il contrario. I principali, a detta di molti, sono il totale spaccamento dei parlamentari sull’elezione del nuovo capogruppo al Senato e le differenti vedute sull’alleanza con il centrosinistra.

Proprio su questo punto è particolarmente interessante riflettere. Tutti i gruppi di persone, per quanto uniti possano essere, vedono convivere varie correnti di pensiero, ma il MoVimento non si può certo dire che si ispiri al centralismo democratico, tutt’altro. E’ innegabile che le prese di posizione di Grillo in nome di tutti abbiano lasciato l’amaro in bocca a più di qualcuno. A quanto pare la strategia di porsi oltre la destra e la sinistra, dopo un inizio pirotecnico, inizia a segnare i suoi limiti. Per anni si è ritenuto che senza un collante ideologico non si vada molto, nei prossimi mesi ne avremo la conferma o smentita definitiva.

 Fabrizio Leone

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