Guantanamo. Muore misteriosamente avvocato dei detenutiTribuno del Popolo
domenica , 23 luglio 2017
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Guantanamo. Muore misteriosamente avvocato dei detenuti

Un avvocato americano di 38 anni, P.Hart, è stato trovato morto apparentemente per suicidio. Si trattava di uno degli avvocati delle persone detenute nel carcere americano di Guantanamo, a Cuba.

Il carcere di massima sicurezza di Guantanamo, a Cuba, è tornato recentemente di attualità dopo che oltre cento detenuti hanno cominciato uno sciopero della fame per protestare contro la forma della loro detenzione, del tutto irrispettosa delle più banali regole internazionali. Ora però P.Hart, avvocato 38enne di molti dei detenuti, è stato trovato misteriosamente morto, forse per suicidio, la scorsa settimana. Hart sarebbe morto per una ferita di arma da fuoco, apparentemente auto-infilitta. Secondo Truthout, un blog investigativo molto famoso negli Stati Uniti, la notizia della sua morte sarebbe stata diffusa però solo in queste ore grazie a un investigatore che lavora proprio sui detenuti di Guantanamo, e che ha chiesto di rimanere anonimo. Secondo documenti riservati in passato Hart avrebbe rappresentato legalmente Saad Mohammed, un detenuto 39enne dell’Arabia Saudita che era stato trasferito nel suo Paese nel 2009 dopo essere stato identificato come un terrorista di “basso livello”. Hart ha anche assistito Mohammed ad Rahim al-Afghani,uno dei 16 detenuti a Guantanamo che il governo americano ha designato come di “grande importanza”. Al-Afghani era ritenuto essere uno dei traduttori di Bin Laden, era stato detenuto dalla Cia e poi torturato prima del suo arrivo a Cuba nel 2008. Il luogo della morte di Hart non è stato reso pubblico, anche se è stato reso noto che avrebbe lasciato una nota in cui avrebbe spiegato i motivi del suicidio in una pennetta USB, anche se non è sicura la veridicità di questa informazione. Proprio nei giorni scorsi l’ufficio dei diritti umani delle Nazioni Unite ha dichiarato che lo sciopero della fame a Guantanamo è paragonabile alla tortura e a una interruzione della legge internazionale. Casualmente, proprio Hart aveva scritto assieme ad altri avvocati al Segretario della Difesa Charles Hagel per chiedere un’azione immediata per porre fine allo sciopero della fame.

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