"Guerra chimica" contro gli ulivi in Puglia? Lo denuncia l'EurispesTribuno del Popolo
giovedì , 21 settembre 2017
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“Guerra chimica” contro gli ulivi in Puglia? Lo denuncia l’Eurispes

L’allarme lanciato dall’Eurispes circa l’infezione degli ulivi in Puglia da parte del batterio da quarantena Xylella fastidiosa è di quelli che fanno preoccupare. Secondo il presidente Gian Maria Fara si sarebbe di fronte a una origine dolosa: “ Che Xylella sia stata importata è un fatto, come pure che in questa storia paiono esserci tutti i presupposti di una guerra chimica o batteriologica”.

Anche solo parlarne fa paura eppure a leggere la notizia che si rincorre sui quotidiani italiani in questi giorni tremano letteralmente i polsi. Si parla di una vera e propria “guerra chimica e batteriologica” e a parlarne è l’Eurispes circa l’infezione di Xylella fastidiosa che ha colpito gli ulivi della Puglia meridionale. Il batterio sarebbe stato importato in qualche modo dall’America e la Procura di Lecce da almeno un anno starebbe cercando capire chi e come abbia commesso il reato di “diffusione colposa di una malattia delle piante”. In Puglia peraltro la notizia della Xylella che uccide gli ulivi circola da tempo ma ora arrivano conferme anche da parte di Gian Carlo Caselli, ex procuratore capo di Torino e  presidente del comitato scientifico dell’Osservatorio sulla criminalità nell’agricoltura che ha parlato senza mezzi termini del fatto che la presenza del patogeno “presenta aspetti che potrebbero andare oltre la fatalità”. Esisterebbe a questo riguardo anche un rapporto realizzato da Coldiretti ed Eurispes il cui presidente, Gian Maria Fara, ha detto senza mezzi termini: “È una vicenda unica. Per i suoi contorni e implicazioni, non ha eguali. Che Xylella sia stata importata è un fatto, come pure che in questa storia paiono esserci tutti i presupposti di una guerrachimica o batteriologica” [Fonte, Il Fatto Quotidiano].  La Xylella fastidiosa si configurerebbe insomma come una vera e propria arma biologica, al punto che alcuni iniziano a chiedersi se in qualche modo la sua presenza in Puglia non sia derivante da un vero e proprio dolo. Gian Carlo Caselli per il momento ha preferito non esporsi andandoci, come si suol dire, con i piedi di piombo. Intanto si cominciano a fare ipotesi, ad esempio che la Xylella isolata nel Salento provenga dalla Costa Rica da dove recentemente sono stati importati milioni di oleandri. Ma negli ultimi tempi si fa strada anche che possa essere stata importata dal Brasile, il che sarebbe singolare dal momento che dal paese sudamericano non sono state importate piante da cui potrebbe essersi veicolata l’infezione. Da qui alcuni specialisti partono per sostenere che la Xylella potrebbe essere stata modificata con una sperimentazione genetica. Del resto come ricorda sempre Il Fatto Quotidiano il batterio sarebbe stato studiato proprio in Brasile dove nel 2002 è stato sequenziato il Dna del batterio ed è nata la Alellyx, una società che studia le piante resistenti a Xylella e acquistata nel 2008 dalla, udite udite, Monsanto. Ma le combinazioni e le coincidenze purtroppo non finisco qui dal momento che nel 2010 si è tenuto a Bari un workshop internazionale tenutosi presso l’Istituto agronomico mediterraneo su spunta dell’olandese Jaap Janse, nel ha  “fornito gli strumenti di diagnosi e controllo per prevenire l’introduzione e l’eventuale disseminazione del batterio in Europa” (Sempre il Fatto Quotidiano). In quell’occasione sostanzialmente sarebbero stati introdotti in Italia campioni del batterio, in teoria per venire analizzati. Lo Iam però ha smentito ritenendo impossibile che il focolaio possa essere gemmato da quello generato per motivi di studio e comparso a duecento chilometri di distanza. E come se non bastasse a causa di una legge varata dal governo Amato non sarebbe nemmeno possibile accedere agli archivi dell’Istituto essendo un organismo internazionale. Dulcis in fundo ora  è arrivata anche la richiesta dell’Europa, ovvero abbattere tutti gli alberi colpiti dal batterio Xylella fastidiosa. Un colpo durissimo per l’agricoltura pugliese ancor più che secondo molti esperti l’abbattimento di migliaia di piante sarebbe del tutto inutile per debellare il batterio.

Fonti: 

http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/03/17/strage-ulivi-puglia-ipotesi-guerra-chimica/1507511/

http://www.videoandria.com/2015/03/13/multinazionale-ha-diffuso-virus-degli-ulivi-in-puglia-la-procura-indaga/

 

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