Guerra dei monumenti a Est. A Kiev cade Lenin, a Varsavia ritorna WaryńskiTribuno del Popolo
lunedì , 23 ottobre 2017
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Guerra dei monumenti a Est. A Kiev cade Lenin, a Varsavia ritorna Waryński

8 DICEMBRE 2013 – IN UCRAINA CADE LENIN

La seconda ondata della c.d. “Rivoluzione Arancione” Ucraina del dicembre 2013 che ha avuto come causa scatenante la mancata ratifica da parte del governo ucraino dell’Accordo di Associazione con l’Unione Europea e’ un rompicapo geopolitico che ha spaccato il paese tra filorussi e filo-occidentali con il terzo incomodo nazionalista che per ora si schiera con i filoeuropei pur non avendo niente a che vedere con i valori fondanti e le politiche di Bruxelles. Vittima della furia dei nazionalisti di Svoboda una statua di Lenin nel centro di Kiev che e’ stata abbattuta. Il monumento in quarzo rosa era stato collocato nel 1946 nella Piazza Besarabska e di recente aveva subito altri attacchi.

10 DICEMBRE 2013 – A VARSAVIA RITORNA WARZYŃSKI

Il 10 dicembre, due giorni appena dai fatti di Kiev nella confinante Polonia accade invece qualcosa di opposto. Ritornano (in ordine sparso) alcuni simboli del Socialismo che erano stati rimossi dopo la transizione post ’89. Nel quartiere di Wola viene collocata una statua dedicata a Ludwik Waryński. Il monumento a Waryński era stato ighiottito dalla speculazione edilizia che morde spazi verdi ed aree ex industriali di Varsavia nel 2005. Da quella data la Sinistra polacca si e’ mobilitata per ripristinare il monumento del rivoluzionario

Ludwik Waryński viene considerato il padre del Socialismo polacco. Nel 1882 ha fondato il primo partito dei lavoratori “Proletariat”. Arrestato qualche anno dopo dalla polizia segreta zarista, muore in prigione nel 1885.

Durante la Repubblica Popolare di Polonia a Waryński erano dedicate strade, piazze, quartieri, fabbriche e  monumenti. Molti si ricordano il suo volto stampato sulla valuta da 100 złoty, prima che la damnatio memoriae non intervenisse per dare nuovi volti e simboli alla Polonia. Oggi sulle banconote solo monarchi di un Regno di Polonia che non esiste dal 1795.

TORNA LENIN A KIEV?

Il governo in carica ha annunciato che i responsabili dell’atto vandalico verranno perseguiti per legge (come sono stati individuati, processati e condannati alcuni individui per danneggiamenti allo stesso monumento). Alexander Komnatsky, segretario del Partito Comunista Ucraino (presente in parlamento con 32 rappresentanti) per la regione di Kiev ha affermato che la statua del leader sovietico verra’ ripristinata. “La statua di Lenin rappresenta la rinascita dopo la II Guerra Mondiale. Una volta ricollocato il monumento vuole essere simbolo di verita’, fratellanza e giustizia”.

La geopolitica dei luoghi e dei simboli della memoria collettiva nell’Europa post sovietica e centro-orientale e’ molto mutevole, segnale di una ricerca di legittimazione ideale ancora incerta nella geopolitica che riguarda lo spazio di contatto tra l’ex URSS e l’Europa.

Gian Marco Mele

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