Guerra Fredda. Nuova ondata di guerra mediatica contro MoscaTribuno del Popolo
lunedì , 23 gennaio 2017
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Guerra Fredda. Nuova ondata di guerra mediatica contro Mosca

Si va ad ondate. Stiamo parlando dell’atteggiamento dei media mainstream nei confronti della Russia, divenuta una sorta di “impero del Male 2.0″ su cui scaricare le colpe di qualsiasi cosa, dagli Hooligans fino al doping passando per la Siria, i Panama Papers l’Isis e il Donbass. Una propaganda di guerra talmente smaccata che farebbe sorridere Goebbels.

Non c’è niente di più ipocrita e fastidioso di utilizzare sempre e comunque due pesi e due misure per giudicare se stessi e gli altri. Gli Usa in questo senso, e i loro alleati Nato, sono assolutamente imbattibili in quanto hanno fatto di questo atteggiamento una vera e propria arte. Gli attacchi alla Russia negli ultimi anni si sono fatti sempre più intensi e, aggiungiamo noi, poco credibili, con il risultato che gli Usa e l’Occidente sembrano ormai una fabbrica del falso in serie nei confronti di Mosca a livelli che farebbero sorridere persino Goebbels. Come si potrebbe altrimenti comprendere l’accanimento dell’Occidente nei confronti di Mosca, vedi il rinnovo per un altro anno delle sanzioni economiche a Mosca da parte dell’Ue comminate a seguito dell’annessione della Crimea nel 2014, annessione peraltro non militare ma successiva a un referendum democratico ma ovviamente non riconosciuto da Kiev. Basta del resto mettere in fila i fatti recenti degli ultimi sei anni per capire come gli Usa e la Nato cerchino la provocazione in tutti i modi nei confronti di Mosca, ovviamente tacendo però delle proprie magagne che vengono sistematicamente messe in secondo piano. Negli ultimi tre anni solo per fare un esempio i media hanno accusato la Russia nell’ordine di essere una dittatura, di voler invadere l’Europa, di favorire l’Isis, di usare il doping nello sport e anche di occultare denaro in paradisi fiscali (Panama Papers). Insomma la Russia viene accusata di qualsiasi cosa e l’opinione pubblica sembra ormai essere pronta a credere a tutto questo, preparata da decenni di lobotomizzazione mediatica in cui tutto ciò che è Made in Usa viene percepito come positivo. Così gli Hooligans inglesi che devastano città diventano quasi bravi ragazzi che sono stati aggrediti, ovviamente, dagli ultrà russi, loro cattivi. Per lo stesso motivo i nazisti ucraini diventano dei patrioti mentre coloro che combattono per la propria sopravvivenza nel Donbass diventano dei terroristi, per non parlare dei soldati siriani che combattono contro l’Isis con le armi russe e che invece per i media americani sono boia che macellano popolazione civile a caso. Insomma stiamo parlando di una russofobia che rasenta il parossismo e che dovrebbe indurre ad approfondite riflessioni.

Tribuno del Popolo 

 

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