Guerra Fredda. Quando il "Dottor Zivago" era un'arma della Cia contro l'UrssTribuno del Popolo
martedì , 24 gennaio 2017
Ultime Notizie
Link Sponsorizzati:
Guerra Fredda. Quando il “Dottor Zivago” era un’arma della Cia contro l’Urss

Guerra Fredda. Quando il “Dottor Zivago” era un’arma della Cia contro l’Urss

Il Novecento è stato un secolo segnato dalla guerra fredda e dalla contrapposizione tra Usa e Urss. Secondo quanto diffuso da nuovi documenti della Cia, negli anni Cinquanta gli Stati Uniti avevano ordito un complotto internazionale per usare il libro “Dottor Zivago” contro l’Unione Sovietica. 

La storia che stiamo per raccontare cominciò con l’agente di Giangiacomo Feltrinelli, Sergio D’Angelo, che secondo nuovi documenti resi pubblici dalla Cia e pubblicati sul Washington Post, ebbero un ruolo primario nella vicenda del “Dottor Zivago”. Stiamo parlando del libro opera dello scrittore Boris Pasternak, all’epoca bandito a Mosca ma che fu pubblicato in Italia da Feltrinelli contro l’opinione del Partito comunista. Correva l’anno 1957, e come poi rivelato dalla stessa Cia, dietro la diffusione del libro c’era proprio la volontà dell’agenzia americana, da sempre molto attenta a utilizzare il soft power in chiave politica. Esattamente un anno dopo infatti, John Maury, capo della “Soviet Russia Division”, inviò un memo ai suoi capi per spronarli a trafugare il testo originale in Unione Sovietica dal momento che i contenuti erano potenzialmente dannosi per il governo sovietico. Non solo, i superiori della Cia aggiunsero anche che bisognava letteralmente fare il possibile per sostenere la candidatura al Nobel di un autore in grado di imbarazzare Mosca. Tale proposta arrivò fin sul tavolo della Casa Bianca, che ovviamente diede il via libera e così la Cia cominciò a studiare un modo per inviare il libro ai cittadini sovietici che avrebbero cominciato così a farlo girare clandestinamente. L’occasione scelta fu l’Esposizione universale di Bruxelles del 1958, dove erano attesi qualcosa come 16.000 visitatori sovietici. Secondo i documenti desecretati la Cia avrebbe preso contatti con i servizi olandesi della Bvd, chiedendo la cortesia di stampare diverse centinaia di copie in lingua originale. Poi la Cia contattò nientemeno che il Vaticano, che acconsentì di distribuire il Dottor Zivago a tutti i cittadini russi cristiani che avessero visitato il padiglione del Vaticano all’expo di Bruxelles. Insomma una storia di spie che mostra ancora una volta quanto la pressione della Cia fosse diventata pervasiva e capillare ai tempi della Guerra Fredda.

VAI SULLA PAGINA FB DEL TRIBUNO

Link Sponsorizzati:

Commenti chiusi.

Link Sponsorizzati:
Scroll To Top