Guerra in Libia, ovvero come peggiorare una situazione pessimaTribuno del Popolo
lunedì , 23 ottobre 2017
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Guerra in Libia, ovvero come peggiorare una situazione pessima

Ora che lo Stato Islamico ha preso Sirte e pubblicato un video nel quale afferma di essere arrivato a “Sud di Roma” i media italiani parlano di “guerra alle porte” e già in troppi iniziano a invocare una guerra contro il Califfato in Libia. Peccato che siano gli stessi che erano in prima fila nel chiedere di distruggere Gheddafi, avendo quindi indirettamente provocato tutto questo. 

E’ cominciato. Iniziano a suonare i tamburi della guerra, e suonano fortissimo a giudicare dall’eco che ne danno i media italiani che sembrano quasi voler creare una situazione che prelude a una guerra. Il motivo? Semplice, lo spauracchio dello Stato Islamico che avanza in Libia, quella stessa Libia dove Muammar Gheddafi rappresentava il tiranno da abbattere solo nel 2011. Vi ricorderete lo stuolo di politici, associazioni, perbenisti, che parlavano della “rivoluzione” romantica dei ragazzi di Bengasi che si ribellevano al tiranno cattivo di turno, vi ricorderete il modo affrettato, abborracciato e quasi miserabile con il quale l’Occidente ha bombardato l’esercito del Colonnello trasformando la Libia da uno Stato sovrano in una sorta di Somalia del Mediterraneo dove bande e tribù si affrontano senza esclusione di colpi. In questo vuoto di potere si sono inseriti i jihadisti del Daesh, ovvero dello Stato Islamico, ma non è avvenuto improvvisamente, anzi. Lo stesso Muammar Gheddafi in questo senso era stato chiarissimo: “Il regime qui in Libia va bene. E’ stabile. Cerco di farmi capire: se si minaccia, se si cerca di destabilizzare, si arriverà alla confusione, a Bin Laden, a gruppuscoli armati. Migliaia di persone invaderanno l’Europa dalla Libia. Bin Laden verrà ad installarsi nel Nord Africa e lascerà il mullah Omar in Afghanistan e in Pakistan. Avrete Bin Laden alle porte. (…) Ma voglio farle capire che la situazione è grave per tutto l’Occidente e tutto il Mediterraneo. Come possono, i dirigenti europei, non capirlo? Il rischio che il terrorismo si estenda su scala planetaria è evidente“. Gheddafi diceva tutto questo il 7 marzo del 2011, prima di venire brutalmente assassinato proprio a Sirte da quelle bande di “ragazzi” assetati di democrazia. Si sapeva insomma che senza Gheddafi sarebbero arrivati gli estremisti islamici, lo sapevano tutti ma nessuno ha fatto niente per evitarlo e ora quegli stessi che esultavano per la morte del Colonnello tentano di invocare una nuova guerra, questa volta contro i cattivoni dello Stato Islamico. E, udite udite, vogliono che facciamo la guerra contro lo Stato Islamico ovviamente rimanendo alleati di paesi come gli Stati Uniti che si sono comportati in modo giusto un pò ambiguo arrivando a finanziare indirettamente la rivolta jihadista tanto in Libia quanto in Siria. Non casualmente sono stati proprio gli Stati Uniti a invadere l’Afghanistan e l’Iraq, sono stati gli Usa e la Nato ad avallare i bombardamenti contro la Libia, e sono stati ancora gli Usa e la Nato a ingerire nella questione siriana dal lato dei rivoltosi contro Bashar al-Assad, lui sì considerato un tiranno e un criminale come Gheddafi. Ora però di fronte alle crocifissioni, ai martiri e alle persone incendiate nelle gabbie tutti dovrebbero interrogarsi sul significato delle azioni sin qui svolte, chiedendosi in che modo si potrebbe realmente sconfiggere lo Stato Islamico. Invece tutto questo non avviene, anzi, si cerca di spaventare l’opinione pubblica invocando l’ennesimo intervento militare, l’ennesima “crociata”, questa volta a 300 km dalle nostre coste, che dovrebbe pacificare un territorio che era in pace prima che qualcuno decidesse di giocare a Risiko in occasione delle Primavere Arabe. A noi una invasione della Libia sembra la mossa peggiore che si potrebbe fare, e la sensazione è che proprio come i media ignoravano l’Isis fino a qualche mese fa ora stiano enfatizzando la sua minaccia per coinvolgere l’Europa in una nuova missione bellica. Ma dal momento che i jihadisti uccidono per davvero, ecco che qualcosa bisognerebbe fare per davvero. E se davvero qualcuno avesse a cuore di fermare i tagliagole basterebbe supportare per davvero i governi di Baghdad, Damasco e Tripoli (Tobruk) senza invece utilizzare lo Stato Islamico per ottenere gli scenari geopolitici desiderati…

Gracchus Babeuf

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