Guerrieri sì, ma per combattere quale battaglia?Tribuno del Popolo
domenica , 22 ottobre 2017
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Guerrieri sì, ma per combattere quale battaglia?

L’Enel ha lanciato recentemente una nota campagna pubblicitaria intitolata “Guerrieri”, una colossale campagna di marketing che doveva sulla carta invitare gli spettatori a raccontare le proprie storie di vita quotidiana. Insomma una campagna volta a valorizzare il sacrificio quotidiano di ciascuno, ma per combattere cosa? e soprattutto per chi?

Alla fine, come avevamo ampiamente previsto, a campagna pubblicitaria di Enel intitolata “Guerrieri” e sviluppata dal colosso pubblicitario britannico Saatchi & Saatchi, si è rivelata un colossale fiasco nell’Italia della crisi. Con la crisi non si scherza, e ci è sembrato subito patetico il tentativo operato dalla campagna pubblicitaria di coinvolgere gli spettatori in uno storytelling che ha il sapore della beffa. Avrete tutti ben presente di cosa stiamo parlando, ovvero dello spot lanciato il 26 agosto e che sta effettivamente spopolando sulla rete, ma non certo nel senso previsto dai suoi ideatori dal momento che contro Enel si sta scatenando una serie di prese in giro e attacchi interminabili.  Cerchiamo i #guerrieri del quotidiano”, si legge nel sito dedicato all’iniziativa. “Quelle persone che, tra mille difficoltà, stringono i denti e vanno sempre avanti“. Eh sì perchè evidentemente per gli anglosassoni “geni” del marketing il tirare avanti a qualsiasi costo è un merito di per sè, bisogna diventare guerrieri e sacrificarsi, ma guai a mettere in discussione il sistema che ha fatto sì che tu dovessi sacrificarti! Insomma lo spot dell’Enel in realtà ci dice molto di più, ci parla del concetto che ha una certa parte del mondo della crisi, la interpreta un pò come una catastrofe naturale contro la quale tutti devono dare tutto quello che hanno per la salvezza del sistema. Peccato che “resistere senza lamentarsi” sia proprio l’atteggiamento che coloro che hanno tratto giovamento dalla crisi economica vorrebbero venisse adottato dalla maggioranza dei cittadini del mondo. Insomma, non farsi domande e cercare di migliorare la propria esistenza e di chi ci sta in torno, ma sopportare, faticare e andare avanti, come fedeli guerrieri, mentre i “generali” rimarranno come al solito nelle retrovie a fumare i sigari. I guerrieri fedeli sono quelli che si possono mandare al macello nelle trincee, raccontando loro che il sacrificio che viene richiesto è necessario a un bene maggiore, che in questo caso è proprio la tenuta del sistema che ha generato il massacro. Così come in tutti i tornei aziendali la Saatchi & Saatchi ha organizzato un vero e proprio concorso che sceglierà le storie migliori inviate per il concorso “Cerchiamo i #guerrieri del quotidiano”, e le premierà con una bicicletta elettrica. Ma giocare con il fuoco della crisi è pericoloso, e migliaia e migliaia di utenti hanno ribaltato la campagna di Enel, cogliendo la palla al balzo per polemizzare contro l’operatore elettrico, definendo guerrieri “quelli che devono pagare la bolletta più cara d’Europa e sono in cassa integrazione”. In prima fila nel contestare l’ Enel anche il collettivo di scrittori Wu Ming, che ha parlato della campagna pubblicitaria come del “più clamoroso caso di eterogenesi dei fini nell’ancora breve storia del social media marketing italiano”. Ci hanno tolto le parole di bocca.

Gracchus Babeuf

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