Haiti brucia e chiede le dimissioni del presidente MartellyTribuno del Popolo
sabato , 25 marzo 2017
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Haiti brucia e chiede le dimissioni del presidente Martelly

Ad Haiti si alimentano le proteste contro il presidente della Repubblica Michel Martelly, alleato di Washington, ritenuto colpevole della mancata redistribuzione della ricchezza. Le proteste sono aumentate di intensità dopo che il primo ministro Lamothe si è dimesso per provare a smorzare la crisi politica in un Paese dove da oltre tre anni si attendono le elezioni.

Port-au-Prince qualche anno fa era solo un cumulo di macerie dopo il terribile terremoto che ha sostanzialmente distrutto la vita nell’isola caraibica. Da allora il paese è stato letteralmente abbandonato a se stesso e i problemi di sempre di Haiti si sono progressivamente acuiti, al punto da diventare insostenibili. Il governo viene accusato non a torto di non aver fatto assolutamente nulla per combattere l’estrema povertà in cui versa la stragrande maggioranza della popolazione, basti pensare che il 5% degli haitiani controlla tutta la ricchezza del Paese. Di fronte a questa palese ingiustizia che avviene con il placet degli Usa che sono dei partner stabili del governo, la rabbia della popolazione è fermentata cominciando a portare migliaia di persone in piazza fin dai primi giorni di dicembre quando fecero il giro del mondo le foto che raffiguravano alcuni manifestanti  brandire poster di Vladimir Putin, invocato come l’uomo della provvidenza di cui chiedevano la protezione. Le proteste hanno poi avuto una nuova escalation nelle ultime ore nella capitale Port-au-Prince dove la polizia ha utilizzato i lacrimogeni per calmare i manifestanti che hanno costruito barricate e dato fuoco a pneumatici per le strade della capitale. Le proteste hanno se non altro portato alle dimissioni del Premier Laurent Lamothe anche se non si fermeranno fino a quando anche il Presidente della Repubblica Michel Martelly non farà altrettanto. Vogliamo un Paese nuovo, un Paese con una migliore distribuzione della ricchezza, un Paese in cui il 95% della popolazione non viva nella miseria e il 5% controlli tutta la ricchezza” ha detto uno dei manifestanti ad Euronews. Indicativamente gli Stati Uniti hanno subito lanciato un monito indicando come le elezioni dovrebbero essere un obiettivo per Haiti, con il Segretario di Stato John Kerry che ha sottolineato il merito del Presidente Martelly nel tentativo di risolvere la crisi. 

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