Hollande blinda RomaTribuno del Popolo
sabato , 25 marzo 2017
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Hollande blinda Roma

Sit-in di protesta a Campo de Fiori a partire dalle 16. Il vertice italo-francese vedrà impegnati i due Premier per la ratifica dell’accordo sulla Tav. Nel frattempo l’Italia piange un’altra strage dovuta all’incuria e alla cattiva gestione pubblica dei territori.

Fonte: Oltremedianews

C’è già chi aizza gli animi e divulga una situazione di paura, scontri e tensioni.
Si apre così la giornata di oggi, che vedrà il Presidente francese Hollande a Roma, in un incontro con il Premier Enrico Letta. Un incontro presso Villa Madama per ratificare l’accordo sulla Torino-Lione.Oltre tremila uomini e donne (tra polizia, carabinieri, guardia di finanza e vigili urbani) mobilitati mentre è iniziato da giorni il lavoro di intelligence a cui collaborano tutte le Digos d’Italia: controlli alle frontiere, alle stazioni e agli aeroporti per intercettare e rispedire indietro i personaggi, definiti, ad alto rischio.

Nonostante l’opposizione al TAV dell’intera popolazione locale e di un movimento nazionale, la governance europea continua a proteggere gli interessi dei poteri forti e delle lobby con decisioni illegittime, repressione e occupazione militare di un territorio. Altri temi all’ordinedel giorno saranno le speculazioni legate alla crisi Alitalia e il rapportocon Air Fr ance, oltre al progetto di polizia europea e la cogestione delle frontiere tra gli Stati membri attraverso l’agenzia Frontex. Dopo l’importante manifestazione del 19 ottobre, il movimento contro la precarietà e le politiche di austerity riunitosi il 9 e 10 novembre alla Sapienza di Roma ha lanciato una mobilitazione nazionale contro il vertice.

Sotto il ricatto permanente del debito, il sesto anno di crisi economica e sociale ha avuto conseguenze devastanti per l’Italia in termini di impoverimento generale, precarizzazione, disoccupazione di massa e smantellamento del welfare. Per questo diventa centrale il tema dell’allocazione delle risorse pubbliche che non devono essere impegnate in grandi opere inutili e devastanti per i territori. I 24 miliardi di euro che verranno stanziati per il Tav in Val di Susa andrebbero spesi per un piano straordinario sulla casa, per garantire il diritto alla salute, per investire nella scuola e nella formazione, per garantire reddito a tutte e tutti.

A pochi giorni dalla tragedia in Sardegna, l’ennesima dimostrazione di un’Italia abbandonata a se stessa, sarebbe giusto rinunciare alla costruzione della Tav e procedere alla bonifica di tutti quei territori che ne avrebbero bisogno.
Anche questa volta i riflettori sulla strage sarda si spegneranno a distanza di mesi e nessuno pagherà per quanto è successo.

L’appuntamento per i manifestanti è alle 16 in Campo dè Fiori.

Nicola Gesualdo

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