I 4 manifestanti ai domiciliari. E i poliziotti?Tribuno del Popolo
giovedì , 19 gennaio 2017
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I 4 manifestanti ai domiciliari. E i poliziotti?

I 4 manifestanti ai domiciliari. E i poliziotti?

Condannati agli arresti domiciliari i 4 manifestanti che hanno partecipato alla manifestazione di sabato 12 aprile a Roma. E i poliziotti incastrati, anch’essi dai video?

Fonte: Oltremedianews

Sabato 12 aprile gli “scontri” in via Veneto, ieri 16 aprile la convalida degli arresti e detenzione domiciliare per iquattro sogetti fermati: è questo il provvedimento adottato oggi dal Gip presso il Tribunale di Roma all’esito delle udienza di convalida.

Per tutti sono stati ritenuti idonei gli elementi indiziari emersi dalle circostanza dell’arresto, che,secondo quanto riportato nella motivazione del Gip, ha visto i quattro schierati nelle prime fila del gruppo di violenti venuto a contatto con le Forze dell’ordine nel momento dell’intervento dissuasivo.

Si legge ancora: ”Tra i quattro soggetti arrestati il 12 aprile scorso in occasione dei disordini provocati in via Veneto figura il soggetto documentato in un video pubblicato nelle ultime ore su un noto quotidiano nel momento del fermo e che, all’esito delle indagini della Digos, è stato individuato tra il gruppo di violenti delle prime file del corteo nell’atto di lanciare un oggetto contundente contro le Forze dell’ordine”.

“Le circostanze dell’arresto, avvalorate dalla prima documentazione emersa nel corso delle indagini, hanno dimostrato la partecipazione dei quattro al gruppo che ha posto in essere il violento attacco contro le Forze dell’ordine schierate a tutela dei Ministeri del lavoro e dello Sviluppo economico”.

“Nella stessa direzione depongono gli indumenti atti al travisamento indossati, tra cui, per alcuni, anche caschi da motociclista. In queste ore stanno proseguendo le indagini volte ad individuare ulteriori autori di reato, tra cui i lanci di oggetti contundenti (quali bulloni, bottiglie e componenti della segnaletica stradale divelti), nonché l’accensione ed il lancio di petardi ad elevato potenziale, all’esito dei cui gesti oltre cinquanta operatori delle Forze dell’ordine hanno riportato lesioni.”

Nel nostro piccolo ci permettiamo di dire che, sempre grazie ad un video pubblicato su un noto quotidiano, si individuano agenti che calpestano una ragazza inerme riversa a terra.

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In un altro video, sempre reso noto dai soliti noti quotidiani, si vedono 3 agenti prendere a calci un ragazzo inerme a terra.

Quasi dimenticavamo un appunto per i “benpensanti”: i due ragazzi di cui sopra non avevano il volto coperto e non avevano il casco.

Una nota pubblicità progresso ministeriale affermava: “Il casco salva la vita”. Forse è il caso di ascoltare la voce dall’alto?
Per finire ci poniamo un’altra domanda: La legge prevede uno stesso peso e una stessa misura per chi agisce da cittadino e per chi agisce dietro una divisa?

Il Prefetto di Roma, Giuseppe Pecoraro, la declina quale premessa a scanso di diplomazie: “Ho un’età e un’esperienza che mi consentono di dire quello che penso” – continua – “La gestione della piazza, che mi ha visto insieme al questore responsabile dell’ordine pubblico, è stata un successo”. E aggiunge: è ora di dire basta, sono i poliziotti le vere vittime. “Sono d’accordo sull’introduzione del codice identificativo per gli agenti, così saranno facilmente riconoscibili quelli che violano le regole. Ma è altrettanto necessario che si stabilisca che chi manifesta con il casco integrale, con il passamontagna calato e con la spranga in pugno deve subire le giuste conseguenze penali delle proprie azioni”

   Nicola Gesualdo

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